ROMA – Adesso è ufficiale. La Federazione Italiana Giuoco Calcio vanta un nuovo presidente federale. Ogni premessa ed aspettativa della vigilia è stata confermata: la FIGC passa a Giovanni Malagò. Si chiude oggi a tutti gli effetti l’era Gravina: con il 68,58% delle preferenza l’ex presidente del Coni e della Federazione Milano Cortina demolisce alla distanza il ritorno dell’Abete bis e dopo grande esperienza ai vertici dello sport italiano prende in mano guida e timone del calcio tricolore.
Spetterà a lui ricostruire il movimento del nostro calcio dopo tre mancate qualificazioni Mondiali. C’è da rifondare, dalle radici, con riforme adeguate che coinvolgano tutto il sistema, dalle fasce più giovani, da quando bambini e ragazzi si affacciano al gioco del calcio. Malagò resterà in carica per sei anni. Obiettivo, nemmeno a dirlo, i Mondiali del 2030: “Voglio farvi sentire orgogliosi di andare verso questa nuova epoca del calcio italiano, la FIGC deve incarnare valori ed esser fonte di ispirazione. Mettiamo da parte personalismi, il passato non deve essere un peso”.
Nel corso delle elezioni, rieletti al contempo gli stessi consiglieri federali. Per la Serie A, infatti, ci sono ancora Marotta e Chiellini assieme a Campoccia; per la B c’è Gozzi, per la C Gallazzi. Una cerimonia in cui non sono mancate frecciate e malumori, così come netta tensione. Gravina stesso, presidente dimissionario ed uscente, s’è tolto qualche sassolino dalla scarpa sottolineando come a suo avviso il Governo non sia stato vicino al movimento calcio. Gli sconfitti di giornata, i volti del calcio di C come Abete e Marani, hanno invece sottolineato come sia sia parlati di nomi ma non di progetti o programmazione: a loro modo di vedere, con una programmazione unitaria, non ci sarebbe stato nemmeno bisogno d’arrivare ad una competizione. Fatto sta che oggi, 22 giugno, elezioni dovevano essere ed elezioni sono state: Giovanni Malagò eletto nuovo presidente Federale.

