Nato dall’intesa tra Regione Lazio e organizzazioni sindacali della medicina generale, entrerà in vigore il 1° ottobre 2026
ROMA – Dopo oltre vent’anni di attesa, la Regione Lazio e tutte le organizzazioni sindacali della Medicina generale hanno sottoscritto il nuovo Accordo integrativo regionale, frutto di un confronto costante tra istituzioni e parti sociali. Un’intesa che introduce un modello organizzativo innovativo a livello nazionale e che entrerà in vigore il 1° ottobre 2026.
Le novità
La Regione ha scelto di destinare risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dal contratto nazionale per valorizzare il ruolo dei medici di Medicina generale, sostenere la riorganizzazione della sanità territoriale e accompagnare lo sviluppo delle Case della Comunità.
L’Accordo introduce importanti novità anche sul piano professionale, garantendo la parità di trattamento economico tra i medici già in servizio e quelli di nuova nomina, rafforzando le tutele nei casi di maternità, gravidanza e disabilità e riconoscendo un maggiore valore economico e organizzativo alla Medicina generale. Viene inoltre favorita una più stretta integrazione tra i medici di famiglia, le Case della Comunità e gli altri servizi territoriali. Uno degli elementi centrali della riforma è il rafforzamento della Medicina di iniziativa, che punta a un ruolo sempre più attivo del medico nella prevenzione. L’obiettivo è individuare precocemente i fattori di rischio, seguire in modo proattivo i pazienti affetti da patologie croniche come diabete e ipertensione, promuovere stili di vita salutari e utilizzare gli strumenti digitali regionali per monitorare lo stato di salute degli assistiti.
L’Accordo rende inoltre operative le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), attraverso le quali i medici di Medicina generale lavoreranno in rete sullo stesso territorio. Per i cittadini questo significa una maggiore continuità dell’assistenza, una migliore presa in carico dei pazienti cronici e fragili e percorsi di cura più semplici e coordinati, senza modificare il rapporto di fiducia con il proprio medico di famiglia.Il nuovo modello garantirà una copertura dell’assistenza diurna dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20. Nelle ore notturne e nei giorni festivi la continuità sarà assicurata attraverso la continuità assistenziale, le Case della Comunità e l’organizzazione prevista dall’Accordo. Un sistema pensato per rendere i servizi più vicini ai cittadini e contribuire a ridurre il ricorso improprio ai Pronto Soccorso.
Case della Comunità nuovo punto di riferimento
Le Case della Comunità diventeranno il punto di riferimento della nuova sanità territoriale. Al loro interno, in via preferenziale, opereranno le AFT, favorendo il lavoro integrato tra medici di Medicina generale, infermieri, specialisti e altri professionisti sanitari. L’obiettivo è offrire un’assistenza sempre più vicina, accessibile e coordinata, capace di rispondere in modo efficace ai bisogni di salute della popolazione.SABATINI (FdI): “Accordo Regione e medici di medicina generale grande risultato per cittadini e territorio””Bene l’accordo integrativo raggiunto dalla Regione Lazio con i medici di medicina generale che è stato firmato oggi (ieri ndr) e che definisce identità, funzioni e organizzazione della medicina territoriale all’interno del sistema sanitario regionale.Al lavoro con l’obiettivo di incrementare e migliorare l’assistenza sanitaria, rendere più efficiente la presa in carico dei soggetti fragili e dei pazienti cronici, garantire la continuità delle cure e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso, anche con attività più incisive nel campo della prevenzione e della medicina di iniziativa. Ma soprattutto i medici di medicina generale svolgeranno un ruolo strategico all’ interno delle Case della Comunità, coordinandosi con infermieri, specialisti e servizi territoriali, garantendo la continuità assistenziale e contribuendo a rendere operative e pienamente efficienti queste strutture fondamentali ad assicurare la presa in carico e le cure di prossimità, soprattutto a beneficio dei più fragili. Si tratta di un grande risultato atteso da oltre venti anni, frutto dell’ottimo lavoro di confronto e consultazione portato avanti in questi mesi dal presidente Francesco Rocca con le organizzazioni di categoria, un confronto caratterizzato da grande serietà e senso di responsabilità. Oggi è stato finalmente firmato un accordo che tutela e valorizza il ruolo e le funzioni dei medici, anche grazie all’ impegno finanziario della Giunta Rocca che ha stanziato risorse aggiuntive rispetto a quelle nazionali, ma soprattutto rafforza e garantisce il diritto alla salute dei cittadini, rendendo la sanità sempre più vicina e accessibile, obiettivo primario della nostra amministrazione”.Le parole di Daniele Sabatini componente della Commissione Sanità e capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio.

