Tarquinia sorride. E quel sorriso viene da lontano, tremila anni, almeno
Cultura e Spettacoli
27 Giugno 2026
Tarquinia sorride. E quel sorriso viene da lontano, tremila anni, almeno

Il 4 luglio il Museo Archeologico si accende con il Premio Luciano Marziano e la mostra di Tommaso Cascella 

TARQUINIA – C’è una città nel cuore della Tuscia che non smette mai di stupire. Tarquinia — patrimonio UNESCO, custode delle tombe etrusche più belle del mondo, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028 — torna a fare quello che sa fare meglio: mettere in dialogo il passato e il presente, l’antico e il contemporaneo, la memoria e la creatività viva.

Lo fa sabato 4 luglio, con un doppio appuntamento che vale il viaggio.

Il Premio, il critico, la memoria

Alle 18.00 al Museo Archeologico Nazionale si assegna la terza edizione del Premio Città di Tarquinia “Luciano Marziano”, il riconoscimento dedicato alla critica d’arte promosso dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS). Quest’anno la ricorrenza ha un peso speciale: sono passati dieci anni dalla scomparsa di Luciano Marziano (1929–2016), storico dell’arte, allievo di Giulio Carlo Argan, intellettuale che aveva scelto Tarquinia come sua seconda casa e che aveva dedicato gli ultimi anni della sua vita a una battaglia culturale precisa — dimostrare che la ceramica non era un’arte minore, ma un linguaggio pienamente contemporaneo, capace di stare alla pari con pittura e scultura. Ci riuscì. I suoi scritti sono oggi testi di riferimento per studiosi e operatori del settore in tutta Italia.

Cascella e il sorriso che attraversa i secoli

Mezz’ora dopo, alle 18.30, si apre la mostra che accompagnerà Tarquinia per tutta l’estate: “Sorriso Etrusco” di Tommaso Cascella, curata da Lorenzo Fiorucci.

Cascella non è un ospite qualunque in questa città. Qui, nel 1973, aprì la stamperia d’arte Etrusculudens insieme al grande Sebastian Matta — una delle esperienze creative più fertili e originali del secondo Novecento italiano, dove arte, artigianato e immaginazione si mescolavano senza gerarchie, dove gli artigiani locali erano liberi di seguire la mano e la mente senza confini. Fu Marziano stesso a studiare quell’esperienza e a darle una prima sistematizzazione storica, riconoscendone la portata culturale e sociale.

Oggi Cascella torna, e porta con sé tutto quel patrimonio di memoria e visione. Le sue opere vengono disposte negli spazi del Museo Archeologico in un allestimento volutamente rapsodico, pensato da Fiorucci per creare dialoghi inaspettati tra i reperti etruschi e i lavori contemporanei: assonanze, contrasti, corrispondenze che fanno sì che ogni opera — antica o nuova — venga riletta in modo diverso a seconda di ciò che le sta accanto.

Un’appendice della mostra troverà spazio anche nelle sale del Museo della Ceramica al Palazzo dei Priori, dove le ceramiche tradizionali tarquiniesi entreranno in conversazione con le elaborazioni più recenti di Cascella.

“Tarquinia è stato il luogo della mia formazione artistica con un maestro come Sebastian Matta e con il suo Etrusculudens”, racconta l’artista. “Quel sorriso etrusco è ancora oggi un gesto necessario nell’arte contemporanea mediterranea.”

Fiorucci lo interpreta così: in Cascella quel sorriso diventa metafora di un sapere profondamente umano — fatto di memoria, mani e immaginazione — capace di attraversare il tempo e trasformare ogni gesto creativo in conoscenza condivisa.

Dove e quando

La mostra “Sorriso Etrusco” è visitabile dal 4 luglio al 13 settembre 2026.

Il Museo Archeologico è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19.30. Il Museo della Ceramica al Palazzo dei Priori riceve lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20, e il sabato dalle 9 alle 13.

La mostra è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, del Comune di Tarquinia, della Fondazione Carivit e della Fondazione Cariciv, e gode del patrocinio dell’Accademia Nazionale di San Luca e del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, tra gli altri.