ROMA – È caccia a Shahadat Hossain, il 43enne bengalese sospettato di aver ucciso a colpi di mannaia, venerdì sera a Roma, una famiglia di connazionali. Gli investigatori stanno passando al setaccio i suoi contatti, i luoghi che frequentava abitualmente e ogni possibile pista utile alle ricerche.
In città sono stati istituiti posti di blocco: polizia, carabinieri e altre forze dell’ordine stanno controllando con attenzione, foto alla mano, se qualcuno possa corrispondere al suo identikit. Verifiche sono in corso anche nelle stazioni ferroviarie, negli stazionamenti degli autobus diretti all’estero, negli aeroporti e ai valichi di frontiera.
Le ricerche si concentrano inoltre in aree isolate, come casolari abbandonati alla periferia della Capitale, dove l’uomo potrebbe aver trovato rifugio per preparare la fuga. L’ultima cella agganciata dal suo cellulare risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato, in una zona non lontana da Casalotti, teatro del triplice omicidio.
Al momento non viene esclusa nessuna ipotesi, compresa quella di un possibile gesto estremo. Le indagini sono affidate agli agenti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni.

