Santa Marinella – Capolavoro Vinaccia, stratega del trionfo Manuelli: l’intervista al Presidente all’unanimità
Elezioni, Politica
28 Giugno 2026
Santa Marinella – Capolavoro Vinaccia, stratega del trionfo Manuelli: l’intervista al Presidente all’unanimità

SANTA MARINELLA – Il Sindaco più desiderato dai santamarinellesi. Quel modo di far nuovo e diverso, alla fine oltre che vincente letteralmente trionfante. Manuelli, nemmeno 30enne, ha stravinto il ballottaggio più atteso. Ma pure le elezioni sono ormai storia: la realtà parla di una nuova Amministrazione al governo, responsabilità e scadenze importanti, senz’altro, ma già con idee chiare, operativa ed in piena navigazione: il viaggio è appena iniziato. Una ventata d’aria fresca, accolta e supportata dalla città.

Manuelli è stato il volto di una squadra che ha saputo vincere le elezioni. Ma una squadra, per definizione, è composta da tanti elementi. Anche figure di spicco della politica del territorio, come quella di Gino Vinaccia. Un veterano, a queste latitudini. Decenni e decenni d’esperienza. La politica non s’improvvisa: alla fine, esperienza e competenza, faranno la differenza. “Trasparenza e comunità”, così come “Rispetto e fiducia”, sono parole e concetti fil conduttori dell’intervista che il nuovo Presidente del Consiglio comunale di Santa Marinella eletto all’unanimità, mai qualcosa che succede tutti i giorni ed assoluto accadimento storico, tesserà e rimarcherà a più riprese.

Concetti che specchiano valori. Valori che nel caso specifico di Gino Vinaccia nascono insegnamenti familiari; valori che trasferirà a percorso e carriera. Esperienza e competenza, nel caso specifico, che affondano radici novecentesche: scuole e formazione, culla del pensiero novecentesca DC, saggezza moderata e la politica sempre come espressione e supporto delle reali esigenza della comunità. Il Noi davanti all’Io, il successo di Squadra, il successo di una squadra a servizio della propria comunità.

E decenni dopo, anno 2026, Santa Marinella aveva evidentemente bisogno di tutto questo. Dopo decenni “tormentati”, il vento del cambiamento sussurrava un panorama politico di tutto questo. Vinaccia e Manuelli, inverno scorso, decisero coraggiosamente di discostarsi dalla vecchia maggioranza tideiana; una proposta differente, pacatezza e lungimiranza, espressione umana e fabbisogni dei santamarinellesi al centro d’ogni progetto politico. La città ha apprezzato, e s’è visto.

 

 

Il resto è storia. Gino l’aveva annusato, l’aveva capito, ne aveva fatto tesoro; e già da tempo. Vince il rapporto di fiducia instaurato quotidianamente con gli elettori, vince il civismo e la Perla del Tirreno di tutti i giorni rispetto a partiti tradizionali definiti “autoreferenziali”; ha vinto chi ha mostrato purezza e trasparenza, davanti a forze che evidentemente celavano ancora espressioni, figure e metodi che opinione popolare e santamarinellesi ritenevano superate.

Ecco perché da giornalisti, addetti ai lavori e cittadinanza stessa Vinaccia è stato definito stratega. Lo stratega dietro al trionfo di Manuelli. Visione e lungimiranza, un vero e proprio capolavoro politico. Figura di lungo corso, centra uno dei traguardi più prestigiosi della sua carriera. Da vicesindaco a Presidente del Consiglio comunale: come a cavallo tra i due millenni a Civitavecchia, già, ma stavolta all’unanimità. Fiducia e massima stima, umana e professionale, della stessa opposizione. Stavolta un sapore completamente differente. Che il Presidente sviscererà, descriverà, ripercorrerà nel corso della lunga intervista. Un’intervista piena di passaggi significativi, sfumature storiche, contenuti quasi didattici.

 

Un presidente del consiglio comunale eletto all’unanimità

“Tanta, tanta emozione. Obiettivamente non mi aspettavo un risultato del genere. Sicuramente è qualcosa di importante, che non avviene abitualmente: non so quanti precedenti nutra l’elezione di un presidente del consiglio comunale alla totale unanimità. Ho interpretato il sostegno dei colleghi come grande attestato di stima e di fiducia, sia a livello politico che umano. Il fatto che tutti, anche le minoranze, mi abbiano ritenuto figura ideale per ricoprir questa carica, è senz’altro motivo d’orgoglio. Mi carica di responsabilità importante. Dovrò garantire da una parte la tutela delle prerogative della maggioranza, dall’altra quella dei legittimi interessi delle minoranza. Un ruolo delicato, ma particolarmente bello. Che come richiede la carica, dovrò naturalmente esercitare nella maniera più imparziale possibile”.

Santa Marinella, decenni di divisioni: l’esigenza di voltar pagina

“L’esperienza politica degli ultimi 20 anni a Santa Marinella è sempre stata frammentata, divisa. Opposte fazioni, per una città che ha vissuto ed sofferto battaglie politiche basate quasi sempre sulla conquista del potere per esercitarlo evidentemente in maniera autoreferenziale, quasi autocelebrativo. Pertanto la città, come diverse stesse forze politiche, hanno iniziato ad avvertite l’esigenza di ricomporre proprio fratture e contrapposizione che hanno dipinto il quadro della politica locale degli ultimi decenni. L’esigenza di chiudere una fase, una storia politica di questo tipo, con l’intento collettivo di avviarne un’altra, finalmente nuova; che vedrà senz’altro divisioni, ma prettamente politiche, amministrative, basate sul pensiero e sul confronto. La necessità di riportare al centro del dibattito politico le reali della città. Ci si può confrontar civilmente sui problemi. E’ giusto dividersi, lecito. Ma non dividersi soltanto per arrivare al potere e nutrirlo a livello autoreferenziale. Che è ciò che abbiamo raccolto, tra gli elettori. Era tempo di voltar pagina. Scontri, denunce. Anche i partiti tradizionali hanno pagato lo scotto di autoreferenzialità ed autocelebrazione delle figure. E’ giusto e lecito dividersi, confrontarsi, non pensarla nella stessa maniera. Ma tornare ad affrontar la politica nella maniera più limpida e trasparente possibile. Trovar le forme più avanzate di mediazione tra idee ed interessi diversi”.

 

Due rette parallele destinate a non incontrarsi mai

 “Durante l’estate scorsa, su temi delicati come LazioCrea, la Passeggiata, l’edilizia 167, ho potuto constatare come gli elettori richiedessero espressamente che la politica si confrontasse esclusivamente sui veri e concreti problemi della città. Il 2025, un anno in cui toccai con mano un certo tipo di divergenza – la classe politica e la cittadinanza sembravano sostanzialmente due rette parallele destinate a non incontrarsi mai – Gli elettori esprimevano idee, opinioni ma soprattutto esigenze totalmente differenti dalle scelte della classe politica, che andava avanti coi suoi atti amministrativi verso tutt’altra direzione. Percepii proprio questo: chi va da una parte, chi dall’altra. La classe dirigente era distante, viaggiava su altre frequenze, ben poco sintonizzata con la sua comunità. Nei vari momenti di confronto con la società cittadina, continuando a constatare questa simmetria, nacque forse non l’idea bensì l’iniziale prospettiva in cui figure della maggioranza e parti della minoranza, quelle più sensibili a questo tipo di volontà della cittadinanza, potevano coagularsi attorno ai reali problemi di Santa Marinella. Da discussioni e confronti di questo tipo, nacque successivamente il progetto che abbiamo portato avanti”.

 

Stratega

“Nulla si può fare da soli. Il successo di queste elezioni è da attribuire a tanti fattori. Intanto nel rapporto personale e di fiducia, una fase di confronto con mondi diversi, iniziata l’estate scorsa; successivamente, dopo la caduta della precedente Giunta, il processo s’è evoluto e quindi catalizzato. C’era da capir se il rapporto di stima e di fiducia si poteva tradurre con un atto di coraggio. Vagliare se tempi e rapporti fossero veramente maturi per presentarci con un nuovo progetto alla città. Da solo non avrei potuto far nulla, se non avessi avuto con me condivisione e convergenza; ma soprattutto un progetto in cui sono confluite storie e profili personali e politici: ad esempio figure d’area moderata, lo stesso centro, una stessa parte della sinistra fuori dalla maggioranza precedente”.

Le esigenze di Santa Marinella al centro d’ogni dibattito politico

“Le esigenze della città al centro della discussione politica. L’idea di raccogliere le migliori energie, le migliori disponibilità presenti in città, s’è dimostrata la carta vincente. Civismo? I partiti tradizionali, in questa realtà, tendono ormai ad arroccarsi su posizioni auto-referenziali, attraverso le quali si perpetua la “permanenza nella stanza dei poteri”. Un grosso limite. Perché questo crea disaffezione: quanto un partito si chiude in sé stesso, pensa soltanto all’autocelebrazione e garantir sicurezza esclusivamente alla propria classe dirigente, gli elettori non vanno a votare volentieri e l’interesse si affievolisce. Viceversa, quando gli viene prospettata una proposta in grado di portar le loro esigenze come gli stessi reali bisogni della comunità al centro d’ogni discussione politica, si nota impegno e partecipazione: da una parte scommessa ed atto di coraggio, dall’altra però la percezione tra cittadini di un vero e proprio cambiamento. Per questo, se da un lato gli elettori ricercavano il cambiamento della classe politica, dall’altro soprattutto metodi di governo completamente differenti. Nel corso della campagna elettorale, abbiamo potuto piacevolmente appurare e constatare come il nostro progetto offerto collimasse col desiderio della comunità santamarinellese”.  

 

Radicamento, immagine, valori: Alessio Manuelli, l’asso perfetto

“In questa direzione, l’asso vincente è stato Alessio Manuelli. Il progetto era buono, la squadra messa in campo altrettanto affidabile, ma se non avessimo vantato un candidato che grazie alla sua immagine, alla propria credibilità, alla sua storia, probabilmente squadra e progetto iniziali non sarebbero state sufficienti. Credo fortemente che noi abbiamo vinto per tutte le tre componenti descritte, senz’altro, ma soprattutto ed in particolare perché scendeva in campo un candidato che incarnava la novità e rafforzava l’idea di quanto e come il progetto fosse davvero volto ad un tangibile cambiamento, come evincono gli stessi dati di voto. Alessio Manuelli, strutturato, professionista qualificato ma al contempo radicato molto al territorio, è stato la chiave di volta del successo. Alessio era la persona giusta, nel momento giusto, nel posto giusto. Di questo sono sempre stato convinto; sull’esito, nessuno può mai garantir vittoria, soprattutto in politica. Alessio s’è speso tantissimo, ha dedicato anima e corpo al progetto in maniera encomiabile, ma conoscevo già le sue qualità, umane e professionali. Ne ho sempre apprezzato determinazione, ascolto e condivisione, trasparenza, imparzialità: aspetti fondamentali che poi sono risultati decisivi. Sono state le parole d’ordine della campagna elettorale, Alessio incarnava perfettamente queste caratteristiche. E tutto questo significa credibilità, costruita nel tempo. E nelle sue attività, tra volontariato e Croce Rossa, aveva già espresso tutto questo, che significava attaccamento alla comunità”. 

Trasparenza, caposaldo di ogni ideale politico di Gino Vinaccia

“La trasparenza? Mi è stata tramandata in famiglia, un valore genetico, parliamo di un valore che ti porti dietro. La tutela degli interessi generali, la politica come servizio alla collettività, restano valori che poi mi sono stati naturalmente trasmessi ai miei primi anni di formazione: dall’altra parte della scrivania ammiravamo il pensiero di Benigno Zaccagnini, Giovanni Galloni, le stesse lezioni con Giovanni Goria. I messaggi da loro più trasmessi vertevano sul divieto assoluto di utilizzare la politica per affermar la propria persona o far crescere il proprio status: la politica non deve esser utilizzata per aumentare il proprio potere sociale o economico. Il fine ultimo resta la comunità”.

 

Dagli insegnamenti della storia al futuro santamarinellese

“Nelle realtà più piccole ci si incontra, ci si conosce, ci si annusa. Molto dipende dal rapporto di fiducia che si instaura con l’elettore. La storia insegna che talvolta, anche persone di fazione politica opposta e protagoniste di tante battaglie, ad un certo punto trovano quel momento in cui si stringono la mano, se c’è lealtà e rispetto. Ma soprattutto se c’è fiducia, che si palesa soprattutto quand’è l’avversario che sale ad assumere un impegno, ma la stessa opposizione sa che lo manterrà. Se al centro si vogliono gli interessi della comunità, dei cittadini, dei santamarinellesi. Se questo è il terreno, allora sì che possono davvero installare rapporti di fiducia: allora sì che si può fare politica”.