C’è qualcosa che non quadra. Inevitabilmente. Da Spielberg, la Ferrari torna giù con musi lunghi e quel sentore di grossa, grossa delusione. E non potrebbe essere altrimenti. D’altronde per quel che s’era vissuto immediatamente prima, col trionfo della storia di Hamilton a Barcellona e quell’Inno di Mameli riecheggiante in Catalogna, le premesse erano doverosamente e decisamente ben differenti.
Specialmente perchè le qualifiche stesse, anche in Austria, avevano descritto note liete all’insegna della continuità. Apparente però, tremendamente apparente. Perchè dalle Alpi si registra un brusco passo indietro. Hamilton quinto e Leclerc solo ottavo, Ferrari mai competitiva.
E sono proprio le parole di Sir Lewis a preoccupare. Spiega come la Rossa potrebbe tornare competitiva sul finale di stagione, ma ancora è troppo presto. Preoccupa il motore, preoccupano i cavalli, troppo pochi per i grandi rettilinei. E attenzione perchè prossima settimana c’è Silverstone, Hamilton tornerà in patria, ma avrebbe desiderato farlo con altre premesse. Intanto Sir Lewis viene sorpassato nella Piloti, l’aspetto alla fine più rilevante del disastroso weekend austriaco: dietro Kimi Antonelli adesso c’è proprio Russell, che dopo il successo in una Spielberg sempre più sua ha messo la freccia e s’è piazzato in seconda posizione. Lassù, dunque, doppietta tutta Mercedes.

