VITERBO – La tregua in casa Forza Italia dura lo spazio di una conferenza stampa.
Alle dichiarazioni del sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, che aveva accusato Giovanni Arena e Giulio Marini di aver voltato le spalle al partito, arriva infatti una replica durissima dell’ex sindaco di Viterbo, che affida a un lungo comunicato la propria risposta.
“Relativamente a quanto detto da Andrea Di Sorte nella conferenza stampa di Forza Italia – esordisce Arena – debbo sottolineare le castronerie dette dal sindaco lacustre”.
L’ex primo cittadino torna quindi indietro di alcuni anni, ricordando proprio il ruolo ricoperto da Di Sorte nella costruzione dell’assetto politico provinciale.
“È lo stesso Di Sorte, voluto da Francesco Battistoni, che, come commissario provinciale del partito, decise con convinzione ed entusiasmo l’alleanza Forza Italia-Pd che sosteneva Alessandro Romoli contro il rappresentante del centrodestra Giulivi”.
Un’accusa che Arena accompagna anche con un ricordo personale.
“Appena eletto Alessandro Romoli presidente della Provincia, lo stratega Di Sorte venne in Comune a festeggiare, come uno sciocco giuggiolone, sventolando la bandiera di Forza Italia nel mio ufficio e facendo imbufalire i consiglieri della mia maggioranza di centrodestra”.
Arena respinge poi le critiche ricevute sul proprio risultato elettorale alle ultime amministrative.
“Di Sorte si permette pure di commentare il mio risultato alle ultime elezioni quando aderii a una lista civica con Elpidio Micci e Isabella Lotti, compiendo il più grosso errore della mia vita politica e giustamente fui penalizzato dal mio elettorato”.
Secondo l’ex sindaco, però, quel risultato sarebbe stato inevitabilmente condizionato dalla composizione della lista.
“La lista non si sarebbe realizzata se non avessi inserito almeno venti candidati scelti tra i miei amici. Chiaramente dovettero cercare i voti per sé stessi e i miei consensi, di conseguenza raggiunsi il minimo storico di 198 voti e non 150, come falsamente dichiarato in conferenza stampa da Di Sorte”.
Arena respinge inoltre il tentativo di ricondurre quelle vicende all’attuale quadro politico.
“Il confusionario sindaco si riferisce a quattro anni fa. Da quel momento è iniziata la mia netta contrapposizione all’amministrazione Frontini, atteggiamento che ha entusiasmato i miei simpatizzanti, sempre più numerosi”.
L’ex sindaco rivendica quindi il proprio peso elettorale costruito negli anni.
“Ricordo che, come candidato alla carica di consigliere comunale, ho sempre raccolto moltissimi voti, raggiungendo anche 750 preferenze”.
Il comunicato si chiude con un’ultima stoccata, personale e senza possibilità di equivoci.
“Il sindaco lacustre ha voluto vestire i panni di primo attore, ruolo a lui tanto caro, anche in conferenza stampa”.
E infine l’affondo conclusivo.
“Una raccomandazione all’avventato Di Sorte: prima di parlare si accerti che il collegamento neuro-vocale sia attivato”.
La frattura all’interno di Forza Italia, dunque, continua ad allargarsi. Dopo gli addii eccellenti e il dibattito sul patto federativo con Chiara Frontini, lo scontro si sposta ora anche sul piano personale, con accuse che riportano alla memoria le scelte politiche degli ultimi anni e confermano come il clima nel partito azzurro sia tutt’altro che disteso.

