Giganti in vetroresina al Parco delle Cascate di Chia: nonostante l’ordinanza di demolizione i manufatti abusivi sono tutti ancora al loro posto
Cronaca
9 Luglio 2026
Giganti in vetroresina al Parco delle Cascate di Chia: nonostante l’ordinanza di demolizione i manufatti abusivi sono tutti ancora al loro posto

di Simona Tenentini

SORIANO – L’11 settembre 2025, al Parco delle Cascate di Chia, è stata inaugurata una scultura monumentale in vetroresina alta sei metri, commissionata dalla cooperativa Promo Chia per conto dell’Università Agraria di Chia. L’opera avrebbe dovuto rappresentare il primo di trenta colossi destinati a essere installati tra alberi e sentieri del bosco, nell’ambito di un ambizioso progetto di parco tematico “cullato” dai committenti.

Pochi mesi dopo, su richiesta della Soprintendenza, il Comune di Soriano nel Cimino e la Polizia Municipale hanno effettuato un sopralluogo.

A seguito degli accertamenti, il 17 novembre 2025 il Comune ha ordinato la demolizione e la rimozione di 27 manufatti ritenuti abusivi, realizzati per la creazione di un parco turistico a pagamento in un’area gravata da usi civici.

Secondo il provvedimento comunale, le opere sarebbero state eseguite al di fuori dei 3,60 ettari autorizzati dalla Determinazione regionale del 19 luglio 2021 per un’area di sosta e una fascia parafuoco.

L’Università Agraria ha impugnato l’ordinanza davanti al TAR, chiedendone anche la sospensione. I

l 7 aprile 2026 il Tribunale amministrativo ha però respinto la domanda cautelare e, nei primi giorni di giugno, il Comune ha notificato il provvedimento di demolizione.

Ad oggi sembrerebbe però che nessuno dei manufatti abusivi sia ancora stato demolito. Anzi immagini di statue e manufatti irregolari vengono regolarmente impiegati per promuovere la vendita del biglietto di accesso al parco.

La vicenda, tuttavia, potrebbe non essere conclusa.

Tra gli atti depositati al TAR figura una relazione del Perito demaniale, dott.ssa Antonella Ranucci, secondo la quale il progetto avrebbe comportato la sottrazione di circa 20 ettari all’esercizio degli usi civici, l’interruzione dei sentieri storici, l’impiego di materiali non ecocompatibili con conseguente aumento del rischio di incendi e la realizzazione di manufatti estranei alla storia dei luoghi.

Nella relazione si afferma inoltre che il mutamento di destinazione d’uso, autorizzato per 3,60 ettari, sarebbe stato di fatto esteso a circa 20 ettari senza le autorizzazioni previste dalla legge. In tal modo, tutta la superficie che costituiva il comprensorio demaniale in località Torre sarebbe riservata allo scopo turistico e su di essa sarebbe impedito l’esercizio degli usi civici.

All’area delle cascatelle e al bosco circostante, storicamente aperti a tutti, hanno adesso accesso gratuito solo gli utenti dell’ente privato. Pagano invece un biglietto d’ingresso i residenti di Chia, i Sorianesi e tutti gli altri visitatori.

Primo paradosso: ma questa gestione del parco, che sembrerebbe essere stata affidata alla cooperativa Promo Chia senza il preventivo passaggio della manifestazione di pubblico interesse, non metterebbe a rischio proprio il diritto al godimento da parte dei naturali di Chia?

Infine, è stata sollevata anche la questione dell’utilizzo, all’interno del parco a pagamento, di immagini e testi di Pier Paolo Pasolini che, secondo quanto viene sostenuto, non sarebbero stati autorizzati dagli eredi titolari dei diritti d’autore. Una vicenda che, se confermata, rappresenterebbe un secondo paradosso: mentre si cerca di dichiarare Pasolini abusivo nella sua storica dimora attraverso il contenzioso sugli usi civici, il suo nome e la sua immagine sarebbero utilizzati per promuovere il parco turistico a pagamento.