Soffocò la madre malata di Alzheimer. Assolta in tribunale non si dà pace: “Non mi perdonerò mai”
Cronaca, Società
16 Luglio 2026
Soffocò la madre malata di Alzheimer. Assolta in tribunale non si dà pace: “Non mi perdonerò mai”

I fatti accaduti lo scorso anno ad Arezzo

AREZZO – Era la notte tra l’8 e il 9 marzo 2025, quando Giuseppina decide di porre fine alle sofferenze dell’anziana madre.Mirella, 93 anni è malata di Alzheimer e il suo decadimento cognitivo si aggrava ogni giorno di più. La figlia sessantenne l’assiste quotidianamente nelle sue necessità, recandosi ogni giorno a casa dell’anziana, fino a quando, verso la fine di febbraio 2025, a causa di un guasto elettrico, la figlia aveva dovuto ospitarla nella sua abitazione vicino ad Arezzo. Da quel momento, le condizioni di salute della 93enne iniziano a peggiorare, portando la donna ad avere forti attacchi di stress, che non la fanno più riposare nelle ore notturne. La figlia chiede aiuto ai servizi sociali e alle istituzioni, per lei nessun riconoscimento economico come caregiver, o denaro che le permettesse di trasferire l’anziana in una Rsa.

Una vita passata accanto alla madre malata giorno e notte, senza un attimo di pausa, uno stress fisico ed emotivo che si è consumato una domenica dello scorso anno, quando Mirella si sdraia accanto a lei sul letto, le sta vicino, prende un foulard e glielo stringe al collo, in silenzio, in un ultimo gesto di disperazione che racchiude tante emozioni contrastanti. Poi la telefonata ai carabinieri: venite, ho ucciso la mamma.

«Non ce la facevo più»,  come spiegò nel primo interrogatorio dinanzi al Pm di turno Francesca Eva. Ieri si è chiuso l’iter giudiziario che vedeva Giuseppina Martin di 67 anni imputata di omicidio aggravato dal vincolo di parentela, per lei il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna a 12 anni sulla base di vizio parziale di mente. La Corte d’Assise del tribunale d’Arezzo l’ha riconosciuta incapace di intendere e di volere per il peso dell’accudimento e l’ha assolta definitivamente riconoscendo che al momento del delitto “non fosse in grado di comprendere pienamente il significato della proprie azioni”. La donna è scoppiata in lacrime abbracciata dal marito e sostenuta dagli amici.

“Non mi perdonerò mai, porterò con me questo senso di colpa per tutta la vita. Spero che mia madre da lassù abbia capito e mi perdoni”, le sue parole al quotidiano la Repubblica.