Turismo, Viterbo tra le mete italiane dello “snackpacking”: la Tuscia conquista i giovani viaggiatori del gusto
Cronaca
16 Luglio 2026
Turismo, Viterbo tra le mete italiane dello “snackpacking”: la Tuscia conquista i giovani viaggiatori del gusto
Tuscia in testa nella classifica del grande studio internazionale dedicato ai viaggi "culinari" dei Millenial

TUSCIA – Viterbo si ritaglia un posto tra le destinazioni più interessanti dell’estate 2026 per chi ama scoprire un territorio attraverso le sue specialità gastronomiche. La città della Tuscia figura infatti nella top ten individuata da BWH Hotels Italy & South-East Europe, che ha dedicato uno studio al fenomeno dello snackpacking, una tendenza di viaggio sempre più diffusa tra i giovani.

L’idea alla base di questo nuovo modo di viaggiare è semplice: scegliere una meta anche in funzione delle sue eccellenze culinarie, privilegiando street food, mercati tradizionali e piccole attività locali. Secondo i dati riportati nello studio, quasi nove appartenenti alle generazioni Millennial e Z su dieci considerano queste esperienze un elemento decisivo nell’organizzazione della vacanza. Il comparto del turismo enogastronomico, inoltre, continua a crescere e potrebbe raggiungere un valore superiore ai 1.200 miliardi di dollari entro il 2026.

Per il Lazio, la scelta è ricaduta su Viterbo, apprezzata per il patrimonio gastronomico della Tuscia e per la presenza di botteghe storiche e mercati di prodotti a chilometro zero. Tra le esperienze consigliate figurano una passeggiata nel quartiere medievale di San Pellegrino e la degustazione di alcune delle specialità più rappresentative del territorio, come la porchetta viterbese, i fagioli con le cotiche proposti anche in versione da strada e i tradizionali tozzetti preparati con le nocciole dei Monti Cimini.

Per Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe, questa tendenza riflette il desiderio delle nuove generazioni di conoscere l’identità di un luogo attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni. In questo contesto, le strutture ricettive diventano il punto di partenza per vivere esperienze autentiche e immergersi nella cultura del territorio.

L’indagine mette inoltre in evidenza l’influenza sempre maggiore dei social media sulle scelte dei viaggiatori. Più di tre giovani su quattro dichiarano di voler provare prodotti alimentari diventati popolari online; il 69% inserisce nei propri itinerari i banchi dello street food, mentre oltre la metà visita forni storici e piccoli negozi di quartiere alla ricerca di prodotti tipici.

Oltre a Viterbo, la graduatoria comprende anche Lecce, Catania, Verona, Genova, Bologna, Perugia, Salonicco, Yerevan e Tirana, città selezionate per la capacità di raccontare la propria storia e la propria cultura attraverso la cucina e le tradizioni gastronomiche.