VITERBO – Dai manifesti ai social: un passaggio epocale che segna un progressivo cambiamento di amministrare e fare politica.
A confrontarsi sul tema, dal palco di Ombre Festival a Viterbo, la sindaca attuale della città, Chiara Frontini, ed il primo cittadino “storico” Giancarlo Gabbianelli, eletto per ben due volte al primo turno, in carica dal 1999 al 2008.
Un periodo di tempo, nemmeno vent’ anni, che rappresenta però, dal punto di vista dell’evoluzione comunicativa, un salto in avanti inimmaginabile fino a qualche tempo fa.
Siamo passati dalla rivista “Città di Viterbo” diffusa in 4500 copie nata da un’intuizione di Gabbianelli per informare i cittadini e realizzata con i contributi ed i suggerimenti di chiunque volesse partecipare, al nuovo sito internet presto online della sindaca pensato con lo stesso intento ma ovviamente realizzato con strumenti diversi.
Anche perchè alla fine, opinione concorde di entrambi, il sindaco si fa in piazza, tra la gente, ascoltando critiche e consigli poichè “abbiamo bisogno di raccontare fisicamente ciò che facciamo”.
“Il sindaco è il mestiere più bello del mondo – dice Gabbianelli – ma anche quello più difficile, ed inoltre non si dorme mai: telefono sempre acceso e pronti ad intervenire per qualsiasi emergenza, come quando, nel pieno della notte venni svegliato per evacuare le palazzine del Salamaro, stessa cosa che è successa a Chiara ieri con il crollo del fregio di Porta della Verità.”
“In un lavoro come il nostro fondamentale è il supporto e la collaborazione della squadra di cui ti fidi – sottolinea la Frontini – come pure ristabilire il rapporto ed il contatto umano tra le persone. Vogliamo che a differenza di città come Roma, scendere di casa per andare a comprare il pane sia anche un momento piacevole di socialità.
“Insomma – concludono all’unisono – l’importante non è solo fare cose ma farle bene”.


