SANTA MARINELLA – Riceviamo e pubblichiamo da Fabio Angeloni
“C’è un momento, nella vita amministrativa di una comunità, in cui la retorica della “discontinuità” cede sotto il peso dei numeri. Quel momento è arrivato. La relazione del Collegio dei Revisori dei Conti non è un semplice parere tecnico: è, piuttosto, un atto di accusa, una diagnosi severa che fotografa un ente esposto al rischio concreto di instabilità finanziaria.Il quadro delineato dall’Organo di Revisione restituisce una realtà allarmante.
I revisori “vedono nero” sull’esito dei finanziamenti PNRR, anche a causa di lavori rimasti fermi per oltre otto mesi. Soprattutto, evidenziano la totale assenza di una “stima dell’impatto netto sul bilancio nei tre scenari (favorevole, prudenziale e massimo) con indicazione delle misure di copertura o di riequilibrio”, smentendo di fatto un settore contabile che non ha previsto adeguati stress test di fronte al possibile fallimento dei progetti principali.
La scadenza del 31 agosto per il PNRR incombe, ma i riscontri forniti dai RUP appaiono insufficienti: mancano cronoprogrammi completi, riconciliazioni tra dati tecnici e flussi finanziari, e una quantificazione attendibile dell’impatto sui conti pubblici. Ne emerge un quadro incompleto, privo di strumenti adeguati per governare la fase critica.
Il rischio delineato dai Revisori è strutturale e immediato: “Il mancato rispetto di target e milestone minaccia di compromettere gli equilibri prospettici del bilancio, sia di competenza — per la sopravvenuta inesigibilità dei trasferimenti iscritti tra i residui attivi del Titolo IV — sia di cassa, a causa della mancata reintroduzione delle ingenti anticipazioni di risorse proprie già già erogate per garantire l’avanzamento dei cantieri”. A questo si aggiunge lo scenario più grave: l’obbligo di restituzione delle somme eventualmente percepite in assenza dei presupposti, in caso di revoca o decadenza disposta dalle amministrazioni centrali.In quel passaggio critico, avvertono ancora i Revisori, scatterà “la necessità di reperire con urgenza risorse proprie a copertura col l’esposizione a potenziali azioni di recupero erariale e responsabilità dei soggetti cui l’inadempimento risulti imputabile”.
È il rischio di danno erariale più volte evocato, che trova oggi una conferma documentale.“E’ esattamente quello che avevamo purtroppo previsto – commenta l’ex sindaco Pietro Tidei – ed il contesto amministrativo in cui tutto questo si inserisce è segnato da scelte controverse, a partire dal blocco dei cantieri durante la gestione disastrosa della Commissaria Desideria Toscano e dalla sostituzione, a ridosso delle elezioni, del responsabile del settore, Ermanno Mencarelli. Elementi che, letti oggi, contribuiscono a delineare una traiettoria fuori controllo”.Nel frattempo, l’unico segnale positivo resta confinato ai progetti di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Per il resto, il Documento Unico di Programmazione (DUP), che la Giunta dovrà emanare entro il 31 luglio, rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata.
Restano in sospeso decisioni strategiche su opere cruciali: il sottopasso Valdambrini, l’ecocentro — già colpito da un fermo giudiziario — e la cittadella dello sport, il cui destino appare sempre più incerto, fino all’ipotesi di lasciare incompiuta la piscina senza neppure valutare forme di finanziamento alternative.Ma stavolta i Revisori non si limitano a segnalare criticità. Intervengono direttamente sulla catena amministrativa, disponendo il taglio dei premi ai responsabili di funzione in misura non inferiore al 30% per l’esercizio in corso e formulando una riserva formale di segnalazione alla magistratura contabile e penale.
“Non si possono attribuire responsabilità personali o politiche al sindaco Alessio Manuelli – commenta l’ex sindaco Pietro Tidei – ma la verità che emerge è plastica e desolante: la “sua” squadra amministrativa è fuori controllo, manifestatamente inadeguata e persino i dirigenti non rispondono agli standard richiesti. L’Organo di Revisione li ha messi apertamente sotto tutela tagliando loro i bonus. Siamo passati, nel giro di pochi mesi – conclude Tidei – dalla narrazione dell’uomo solo al comando alla constatazione di un uomo solo allo sbando. E a pagare il conto, questa volta, rischia di essere l’intera città”.

