di Simona Tenentini
CIVITA CASTELLANA – Una situazione surreale si sta verificando in questi giorni a Civita Castellana.
Dallo scorso 24 luglio, il sindaco Danilo Corazza ha emanato questa ordinanza di non potabilità.
“Si informa la cittadinanza che, a seguito della nota trasmessa dall’ASL di Viterbo in data 24 luglio 2026 (prot. n. 13853), il Sindaco ha dovuto adottare un provvedimento contingibile e urgente a tutela della salute pubblica.
Con l’Ordinanza Sindacale n. 32 del 24.07.2026 è stata disposta la non potabilità dell’acqua su tutto il territorio comunale con efficacia immediata e sino a nuova disposizione.
Il provvedimento si è reso necessario a causa del riscontro, da parte dei rapporti di prova di ARPALAZIO, del superamento dei limiti biologici fissati dal D.Lgs. 18/2023 per il parametro di Enterococchi nel punto di prelievo:
Rete Impianto Vigili del Fuoco.
Modalità e Limiti di Utilizzo dell’Acqua
Fino all’esecuzione di nuovi accertamenti analitici che attestino il ripristino dei parametri di sicurezza, la popolazione è tenuta a osservare le seguenti prescrizioni:
Igiene domestica: L’acqua della rete può essere utilizzata esclusivamente per le operazioni di igiene della casa. Igiene personale: È consentito l’uso per l’igiene personale, ad esclusione del lavaggio dei denti.
Uno dei punti elencati dunque esclude espressamente l’utilizzo dell’acqua per il lavaggio dei denti.
L’ordinanza in oggetto probabilmente non è arrivata negli ambulatori dentistici dove infatti si continua tranquillamente ad operare.
La denuncia arriva direttamente dal personale che lavora nelle strutture che ha scritto una nota molto chiara al riguardo.
Gentile Coordinatrice, Le scrivo la presente per richiedere formali chiarimenti riguardo alla gestione delle prestazioni sanitarie erogate presso i Poliambulatori del Distretto C di Civita Castellana, con particolare riferimento al servizio odontoiatrico.
In data 24 luglio 2026 è stata emanata dal Sindaco del Comune di Civita Castellana un’ordinanza di non potabilità dell’acqua dell’acquedotto civico, adottata a seguito di apposita nota trasmessa tramite PEC dalla stessa ASL di Viterbo in pari data.
Come noto, tale provvedimento vieta l’uso dell’acqua di rete per fini domestici e personali, citando espressamente tra le restrizioni anche il lavaggio dei denti e il risciacquo del cavo orale.
Trovandomi in data odierna in servizio presso l’ambulatorio odontoiatrico e svolgendo le relative attività assistenziali/cliniche, Le chiedo cortesemente di chiarire:
Consapevolezza del provvedimento: Se la Direzione e il personale del Distretto fossero edotti dell’ordinanza sindacale e della nota ASL del 24 luglio 2026 già prima dello svolgimento della seduta del 27 luglio.
Protocolli di sicurezza adottati:
Quali misure straordinarie e protocolli igienico-sanitari siano stati messi in atto negli ambulatori odontoiatrici (con specifico riferimento all’alimentazione idrica dei riuniti dentali e ai fluidi usati per il risciacquo) per garantire la piena tutela della salute dei pazienti in presenza di acqua non potabile.
Gestione dei prossimi appuntamenti: Quali garanzie o procedure alternative verranno adottate in vista delle successive sedute previste, al fine di assicurare che le cure avvengano nel rispetto delle prescrizioni sanitarie vigenti.
Resto in attesa di un Suo cortese e sollecito riscontro, considerata l’importanza della materia per la tutela della salute pubblica e individuale.”
Una richiesta di chiarimenti necessaria ed inequivocabile, dato che molti pazienti si sono recati dal dentista ed ingnari dell’ordinanza si sono fatti curare come d’abitudine.

