Viterbo – San Faustino, raid contro un nuovo kebab: gestore minacciato e locale danneggiato
Cronaca
29 Luglio 2026
Viterbo – San Faustino, raid contro un nuovo kebab: gestore minacciato e locale danneggiato

VITERBO – Atti intimidatori, danneggiamenti e minacce di morte a pochi giorni dall’apertura di una nuova attività nel quartiere San Faustino, a Viterbo. Un giovane commerciante tunisino ha denunciato alla polizia di essere stato preso di mira da un gruppo composto da tre connazionali, tra i quali ci sarebbe anche un ragazzo minorenne.

L’episodio risale alla serata del 22 luglio, quando il titolare, 28 anni, si trovava all’interno del locale per completare gli ultimi lavori di ristrutturazione in vista dell’inaugurazione. Secondo quanto riferito nella denuncia presentata in questura, tre giovani si sarebbero presentati davanti all’attività con atteggiamento aggressivo, dando vita a una vera e propria azione intimidatoria.

Stando alla ricostruzione, uno dei componenti del gruppo, un 15enne, sarebbe entrato nel negozio impugnando alcune bottiglie di vetro. Una di queste sarebbe stata scagliata contro un frigorifero appena installato, mandandone in frantumi il vetro. Nel frattempo gli altri due sarebbero rimasti all’esterno, mentre uno di loro avrebbe avuto con sé un coltello da cucina.

Nel corso dell’aggressione il commerciante sarebbe stato minacciato affinché rinunciasse ad aprire l’attività. Le intimidazioni sarebbero proseguite anche davanti ai numerosi residenti e passanti richiamati dal trambusto, senza che il gruppo interrompesse la propria azione.

Temendo per la propria incolumità, il 28enne ha contattato il numero di emergenza 112. All’arrivo delle pattuglie della polizia, però, i tre si erano già allontanati facendo perdere le proprie tracce tra le vie del centro storico. Dei due maggiorenni, non ancora identificati, sarebbe stato riferito che frequentano abitualmente la zona del Sacrario.

Secondo quanto denunciato dal commerciante, non si tratterebbe del primo episodio. Nei giorni precedenti, infatti, la serratura del locale sarebbe stata resa inutilizzabile dopo essere stata incollata, costringendo il titolare a richiedere l’intervento di un fabbro per poter accedere all’interno.

A rendere ancora più preoccupante la vicenda è la comparsa di alcune scritte in lingua araba sulla serranda dell’attività, ritenute un ulteriore segnale intimidatorio.

La polizia ha avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e identificare tutti i presunti responsabili del raid.