Civitavecchia ritrova un prezioso reperto romano disperso durante la guerra: tornerà al Museo archeologico nazionale (FOTO)
Cronaca
30 Luglio 2026
Civitavecchia ritrova un prezioso reperto romano disperso durante la guerra: tornerà al Museo archeologico nazionale (FOTO)

CIVITAVECCHIA – Dopo oltre ottant’anni torna finalmente in Italia un’importante testimonianza dell’antica Centumcellae. Si tratta dell’epigrafe funeraria di Sextus Congenius Verus, marinaio della flotta pretoria di Miseno, ritenuta dispersa dal 1943 e recuperata negli Stati Uniti grazie a una complessa operazione di cooperazione internazionale.

 

La lapide in marmo, risalente al II secolo d.C., era stata rinvenuta nel 1866 durante gli scavi per la costruzione del carcere di Civitavecchia, nell’area del sepolcreto romano di Prato del Turco. Dopo essere entrata nelle collezioni del Museo Civico cittadino, se ne erano perse le tracce in seguito ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che distrussero il museo.

 

 

La svolta è arrivata nel marzo 2025, quando il reperto è stato individuato a New Orleans dalla professoressa Susan S. Lusnia, docente di Archeologia Classica della Tulane University, che lo ha riconosciuto come l’epigrafe data per dispersa nei principali repertori archeologici.

 

La restituzione è stata possibile grazie alla collaborazione tra i proprietari del reperto, che hanno deciso di riconsegnarlo spontaneamente all’Italia, l’FBI, il Consolato generale d’Italia a New York, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e la Procura della Repubblica di Civitavecchia. L’epigrafe è rientrata ufficialmente nel nostro Paese il 10 aprile 2026.

 

Il reperto sarà uno dei pezzi di maggior rilievo del nuovo percorso espositivo del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia, che riaprirà al pubblico il prossimo 18 settembre dopo un importante intervento di riqualificazione. Il nuovo allestimento valorizzerà anche numerosi reperti finora custoditi nei depositi, con installazioni multimediali e percorsi accessibili pensati per raccontare oltre tremila anni di storia del territorio.

 

Un recupero di grande valore storico e simbolico che restituisce alla comunità un’importante pagina del proprio passato.