Evidentemente presunte manie di protagonismo hanno perso. Evidentemente quelle di Gianni Infantino, presidente della Fifa che è riuscito nel tempo a trasformare il Mondiale a 48 squadre e rendere la prima edizione quale quella americana un prodotto di marketing dall’incasso record: miliardi di euro. Cifre assolutamente da capogiro. Ma l’appetito, come dicono quelli bravi, sovviene ulteriormente mangiando. In questo caso, e da giorni non si parlava d’altro, Infantino avrebbe per la stessa matrice di motivi vendere pacchetti e quote delle prossime edizioni iridate a fondi privati: realtà, società, aziende, investimenti. Una proposta che ha suscitato e scaturito però l’indignazione di gran parte dell’opinione pubblica, in particolare di federazioni e confederazione. Tra tutte, non si offenda nessuno, quella più importante: l’Uefa, il calcio del Vecchio Continente, il grosso storico blocco di nazionali europee. Che immediatamente hanno bocciato la proposta. Così come in Asia, indignazione che ha colpito e catturato anche Cordeiro, l’ormai ex braccio destro e consigliere d’alto rango della Fifa e d’Infantino stesso. Lo svizzero, inondato mediaticamente e quindi politicamente, c’ha dovuto pensar su; ma una volta buttato l’amo e constatata reazione contraria, è tornato immediatamente sui suoi passi. Asia ed Europa non avrebbero partecipato ai prossimi Mondiali, sarebbe scoppiata una guerra calcistica ma al contempo di politica calcistica. Ecco perché, soprattutto dopo le polemiche trumpiane e gli accadimenti dell’ultimo Mondiale, più saggio evidentemente spegnere il fuoco immediatamente e fare un passo indietro: “Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell’interesse dell’obiettivo prefissato. Il nostro scopo è sempre stato e sarà sempre unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti”. Un netto dietrofront dunque quello del massimo organismo Mondiale, la Fifa, che nel suo comunicato riporta pure le parole del suo presidente: “Il mio obiettivo sarà quello di unire di nuovo tutte le parti interessate nei prossimi giorni e settimane, nello spirito di un interesse comune per il nostro sport e con l’obiettivo” chiuderà proprio Infantino. Che già nell’occhio del ciclone, a preferito non sporcare agli occhi pubblici evidentemente di più la sua posizione.

