Perugia, il cognome che pesa: torna Gaucci, e il primo esonero arriva via Pec
Sport
4 Agosto 2026
Perugia, il cognome che pesa: torna Gaucci, e il primo esonero arriva via Pec

PERUGIA – C’è un cognome che, a Perugia, basta da solo a far girare la testa ai tifosi: Gaucci. Dopo la parentesi della proprietà argentina, il club biancorosso sta per tornare in mano alla famiglia che lo ha reso grande, e poi lo ha visto sprofondare. Protagonista del nuovo corso è Alessandro Gaucci, figlio maggiore del mitico Luciano, che diventerà presidente per conto di ArenaCuri srl, la società che sta rilevando il club.

Il dettaglio che rende la vicenda ancora più intrigante è che, fino a poco fa, nell’organigramma del Perugia uscente lavorava come consulente tecnico l’altro figlio di Luciano, Riccardo.

Una staffetta in famiglia, verrebbe da dire, se non fosse che tra i due fratelli — un tempo uniti nel bene e nel male, tanto da finire insieme in carcere per il crollo delle aziende paterne, mentre il padre fuggiva ai Caraibi — oggi i rapporti sono decisamente più freddi.

Il closing e il primo scossone Il comunicato ufficiale, diffuso dal direttore generale del Perugia Hernan Garcia Borras e dall’imprenditore Francesco Maria Lana, a capo della cordata ArenaCuri, ha fissato la data del passaggio di proprietà: lunedì 3 agosto.

ArenaCuri, nata inizialmente con l’obiettivo di rimettere mano allo stadio Curi, ha avuto la meglio su un fondo spagnolo concorrente e porterebbe con sé anche il sostegno di un fondo americano.

Ma il nuovo corso si è aperto con una polemica immediata: l’allenatore Giovanni Tedesco ha reso nota la propria uscita di scena lamentando di essere stato, di fatto, esonerato tramite una comunicazione via posta elettronica certificata. Un modo brusco di prendere in mano le redini del club, che sembra già portare la firma stilistica tipica di un Gaucci.

Il patriarca che ha scritto la storia (e la leggenda) del Grifo Difficile parlare di Alessandro senza tornare a Luciano Gaucci, il padre-padrone del calcio umbro.

Ex tranviere romano diventato imprenditore delle pulizie industriali grazie ad appalti pubblici di peso, Gaucci senior arriva al calcio passando dalla Roma, per poi acquistare nel 1991 un Perugia di Serie C che porterà fino alla Serie A e alle coppe europee, affidandosi ad allenatori entrati nella storia del club come Carlo Mazzone e Serse Cosmi. Sotto la sua gestione il Perugia lancia calciatori che diventeranno campioni del mondo, come Gattuso, Materazzi e Grosso, oltre a nomi internazionali come il giapponese Nakata. Gaucci allarga poi il suo impero acquistando anche Catania, Sambenedettese e Viterbese, quest’ultima passata alla storia per una breve e discussa esperienza in panchina di un’allenatrice donna.

Il personaggio esplode soprattutto in tv, dove diventa protagonista abituale di scenate memorabili: dal licenziamento in diretta di un giocatore reo di aver eliminato l’Italia da un Mondiale, a un acceso alterco con un presidente avversario dopo una partita infuocata, immortalato da telecamere e microfoni. Gli eccessi economici, però, portano al collasso: debiti fuori controllo, banche che chiudono i rubinetti e infine la bancarotta.

Mentre i figli pagano parte del conto giudiziario, Luciano ripara ai Caraibi, dove trascorrerà gli ultimi anni prima di morire, colpito da una grave malattia. Una storia fuori dagli schemi, che ora torna d’attualità: con un Gaucci al timone, a Perugia sanno bene che non ci si annoierà.