“So che è arrivato il momento giusto, quello di non ostinarmi a voler raggiungere, superare i limiti a ogni costo e di imporre al mio fisico certi ritmi e sollecitazioni. Sciare rappresenta qualcosa di magico e naturale per me, voler costringere il mio fisico e la mia testa a sopportare e gestire il dolore sarebbe come macchiare l’immagine che ho dentro di me di ciò che ho fatto con così tanta passione. Non è più il mio momento di mettermi un pettorale” esprimerà al canale Tio.ch.
Così dalla Svizzera fiocca qualcosa ormai nell’aria da mesi ma che per forza di cose, data la caratura e la dimensione di chi ha deciso di appendere evidentemente gli sci al chiodo, merita fermarsi un attimo, approfondire e tributare.
Lara Gut-Behrami ha deciso di ritirarsi ufficialmente dal mondo dello sci. Ha detto basta, dopo il terribile infortunio che riportato in allenamento lo scorso novembre le costò l’ultimo appuntamento della sua carriera, quello più atteso, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
Una delusione troppo grossa da digerire. A 35 recuperare e ritrovar gli stimoli per ripresentarsi fra 4, beh, era sostanzialmente proibitivo se non effettivamente utopia o fantascienza. Così è prevalso il buon senso. Per buona pace di chi ancora sperava di vederla protagonista a Crans-Montana 2027.
Così non sarà. Tra titoli Mondiali, Due coppe del Mondo generali, decine di successi iridati ma soprattutto quell’indimenticabile oro olimpico la campionessa svizzera ha deciso di dire basta. Ha deciso di chiudere al massimo, senza diventar l’ombra di sé stessa. Come fanno i grandi campioni. Che lo sentono, e restano padroni del loro destino. Lo sci, in questi minuti, si appresta dunque a salutare una leggenda.

