Viterbo – “Ombre festival traghetta Viterbo a livelli nazionali: ora progetto pilota per una Fiera del Libro nella Tuscia”
Cronaca
6 Agosto 2026
Viterbo – “Ombre festival traghetta Viterbo a livelli nazionali: ora progetto pilota per una Fiera del Libro nella Tuscia”

VITERBO – Dopo un mese esatto dall’apertura, avvenuta lo scorso 5 luglio, si è tracciato oggi il bilancio del festival Ombre in una partecipata conferenza nella sala consiliare del Comune con la sindaca Chiara Frontini, l’assessore Elena Angiani, la consigliera Alessandra Croci ed il presidente dell’associazione delle Ombre, Alessandro Maurizi.

E’ stato proprio Maurizi, dopo l’introduzione della sindaca a prendere la parola ed ad illustrare i punti salienti della settima edizione della manifestazione.

“I numeri delle presenze li avete visti tutti con i vostri occhi. Le piazze piene sono state sotto gli occhi dei cittadini e della stampa. Ma credo che oggi i numeri davvero importanti siano altri – ha sottolineato – Sono quelli di un festival che non dura una settimana, ma quasi un mese, con oltre novanta appuntamenti tra Viterbo e Tuscania. Un modello organizzativo raro nel panorama nazionale. Sono quelli di una manifestazione che riesce a riunire magistrati, ministri, giornalisti, scrittori, artisti, scienziati e rappresentanti delle istituzioni, mantenendo un’identità precisa e, soprattutto, una pluralità di voci. Sul palco di Ombre convivono idee anche molto diverse, perché crediamo che la cultura non debba dividere, ma creare confronto. Sono quelli di un festival che sceglie di mantenere tutti gli eventi a ingresso gratuito, perché la cultura deve essere accessibile a tutti e non a chi può permettersi un biglietto. Sono quelli di quasi quattro milioni di visualizzazioni raggiunte dai contenuti pubblicati sui canali di Ombre Festival e di Tuscia Love. Un risultato che dimostra come il nostro messaggio abbia ormai superato i confini della Tuscia. Sono quelli della grande editoria italiana, che oggi considera Ombre uno degli appuntamenti più autorevoli del Paese, mettendoci a disposizione i cataloghi dei propri autori, compresa Rai Libri. Sono quelli dei progetti che stanno nascendo. Ci è stata proposta la realizzazione di una Fiera del Libro di Viterbo, insieme ad altre iniziative di respiro nazionale sulle quali stiamo lavorando con entusiasmo e riservatezza. Sono quelli della produzione culturale. Da Ombre nasce “Ombre di Mafie”, un podcast produzione Ombre Festival in collaborazione con il Comune di Viterbo in dodici puntate condotto ideato e condotto da Paolo Di Giannantonio con alcuni dei principali protagonisti italiani della lotta alla criminalità organizzata. I numeri sono quelli della fiducia. Non siamo noi a dire che Ombre è diventato una realtà nazionale: lo dicono gli ospiti che ogni anno scelgono di essere con noi e che descrivono questo festival come uno dei più interessanti e meglio organizzati d’Italia. Sono poi i numeri dell’economia che Ombre genera. Dietro il festival lavorano grafici, agenzie di comunicazione, tipografie, aziende di allestimento, service audio e video, videowall, elettricisti, autisti, strutture ricettive, ristoranti, fornitori e decine di professionisti. Ogni euro investito nel festival produce cultura, ma anche lavoro e ricadute economiche concrete per il territorio. E ci sono numeri che non si possono misurare con un contapersone. Dopo gli articoli su testate nazionali che criticavano aspramente la manifestazione – prosegue Maurizi –  oltre venti festival culturali di rilievo nazionale hanno espresso pubblicamente la loro solidarietà, dimostrando che Ombre è ormai riconosciuto come una realtà credibile e autorevole nel panorama culturale italiano. Ci sono i numeri di chi racconta Ombre. Dieci fotografi e social media che hanno documentato ogni giornata del festival, immortalando migliaia di immagini. Perché Ombre non vive soltanto nelle serate che organizza: vive anche nella memoria che lascia e nel patrimonio di immagini, video e contenuti.”

“Infine, permettetemi un’ultima riflessione – conclude Maurizi – Spesso ci chiediamo come confrontarci con i grandi festival italiani. Io credo che il confronto vada fatto anche sulle risorse disponibili. Festival come Pordenonelegge si svolgono nell’arco di cinque giorni. Festivaletteratura di Mantova dura cinque giorni. Il Libro Possibile di Polignano a Mare si sviluppa in quattro giorni. Questi grandi festival italiani dispongono generalmente di budget che supera abbondantemente il mezzo milione e concentrano la loro programmazione in pochi giorni.

Ombre Festival, con un budget ridotto, realizza quasi un mese di programmazione, oltre novanta eventi, tutti a ingresso gratuito.

Non dico questo per stabilire chi sia migliore. Lo dico perché credo sia un dato oggettivo che racconta il valore del lavoro svolto da un’associazione di volontari, dai nostri partner, dagli sponsor, dalle istituzioni che ci sostengono e da tutte le persone che, ogni anno, credono in questo progetto.

Per questo credo che oggi Ombre non sia più soltanto un festival. È diventato una piattaforma culturale che produce idee, relazioni, economia e nuovi progetti. Un luogo in cui si incontrano editoria, istituzioni, giornalismo, magistratura, spettacolo, imprese e cittadini.

Poi ci sono poi i numeri dell’internazionalizzazione.

Per la prima volta Ombre Festival ha ospitato un grande evento dedicato all’alta moda internazionale, “Duomo sotto le Stelle”, trasformando Piazza San Lorenzo e il Palazzo dei Papi in una passerella a cielo aperto dove moda, arte, storia e patrimonio culturale hanno dialogato tra loro.

Non è stato soltanto uno spettacolo, ma è stato un progetto che ha coinvolto: Aydın Açık, organizzatore internazionale di eventi fashion attivo tra Europa, Asia, Africa e America, promotore di reti internazionali tra stilisti, artisti e giovani talenti, Arianna Ciampoli, storico volto Rai, scelta per condurre la serata, Maison e stilisti provenienti da più Paesi, tra cui Godze Isbilir (Turchia), Natasa Djokic (Montenegro), Chic & Holland (Paesi Bassi) e l’Accademia Fotu con le nuove generazioni della moda.

Insomma Ombre non organizza soltanto incontri e presentazioni di libri ma  costruisce connessioni.