Lo studente romano è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario dopo aver colpito l’anziana nella sua casa ad Altino
CHIETI – Sarebbe stata una zia che vive a Londra ad allertare il 112 e far scoprire il macabro ritrovamento. Ad avvertirla proprio il nipote 25 enne con una telefonata.
L’allarme, nella notte del 5 agosto, quando una chiamata al 112 ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Lanciano e dei sanitari del 118. Sul posto, gli investigatori hanno trovato il corpo senza vita dell’anziana riverso in una pozza di sangue, con evidenti segni di violenza.
Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, hanno trovato il nipote, Alessandro Carminucci, in stato confusionale, incapace per ore di pronunciare parole.
Il 25enne, studente di Ingegneria Aerospaziale a Roma, si trovava in paese per qualche giorno di vacanza estiva, qui a ferragosto sarebbero dovuti arrivare anche altri parenti.
La donna uccisa è Gilda Di Giuseppe, 89 anni, originaria di Altino, ex dipendente del ministero delle Poste, da tempo viveva a Roma, nel quartiere di Cinecittà, insieme alla figlia, ma ogni estate tornava nel paese d’origine, conosciuta come un’ottima cuoca era appassionata della tradizione gastronomica abruzzese. Il nipote vive a Roma insieme al padre e alla sorella. La mamma era venuta a mancare sette anni fa. Spesso soggiornava a casa della nonna quando rientrava in Abruzzo.
Il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, ha descritto una comunità incredula: il giovane, a detta di chi lo conosceva, era una persona educata e tranquilla, legata alla nonna da un rapporto sereno. Lo stesso primo cittadino, però, ha collegato la fragilità del ragazzo alla scomparsa improvvisa della madre, morta per una malattia circa sette anni fa, una ferita che secondo diverse testimonianze non avrebbe mai realmente rimarginato, racconta La Repubblica. Negli ultimi tempi, secondo quanto riferito da alcuni familiari, Alessandro seguiva un percorso con uno specialista per alcuni disagi psicologici.
Il giovane è stato accompagnato nella caserma dei carabinieri di Casoli, dove è scattato il provvedimento di fermo. Carminucci è stato condotto nel carcere di Lanciano, sotto stretta sorveglianza per il rischio di gesti autolesionistici.
Sul corpo della vittima è stata disposta l’autopsia; la salma si trova ora all’obitorio di Pescara. Le indagini, coordinate dalla Procura di Lanciano, dovranno chiarire nel dettaglio la dinamica del delitto e il movente, al momento non ancora accertato.

