Tarquinia – Sequestro di cocaina e 157mila euro al 56enne: la Cassazione annulla il provvedimento sul denaro e rinvia al Gip
Cronaca
7 Agosto 2026
Tarquinia – Sequestro di cocaina e 157mila euro al 56enne: la Cassazione annulla il provvedimento sul denaro e rinvia al Gip

TARQUINIA – La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento con cui era stato confermato il sequestro di oltre 156mila euro in contanti trovati, lo scorso gennaio, nell’abitazione di un 56enne di Tarquinia, indagato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

La decisione, depositata dopo l’udienza del 14 luglio, non riguarda il merito dell’indagine, ma la motivazione con cui il Gip del Tribunale di Civitavecchia aveva confermato il sequestro probatorio della somma di 156.620 euro.

 

 

L’operazione risale alla fine di gennaio, quando i finanzieri della Compagnia di Tarquinia fermarono il 56enne per un controllo mentre si trovava alla guida di un’auto di grossa cilindrata. Il comportamento ritenuto sospetto spinse i militari a estendere la perquisizione all’abitazione, con il supporto dell’unità cinofila della Guardia di Finanza di Civitavecchia.

 

Grazie al fiuto del cane antidroga Frida vennero trovati circa 0,8 grammi di cocaina, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi, una macchina conta-banconote, uno smartphone e soprattutto oltre 156mila euro in contanti, custoditi sottovuoto in mazzette di piccolo taglio. L’uomo venne denunciato a piede libero.

 

 

Per gli investigatori il denaro rappresentava il presunto provento dell’attività di spaccio. La difesa, invece, aveva chiesto il dissequestro della somma, istanza respinta prima dalla Procura e poi dal Gip.

 

La Cassazione ha però ritenuto insufficiente la motivazione del provvedimento, osservando che il giudice avrebbe dovuto spiegare in maniera concreta il collegamento tra il denaro sequestrato e il reato contestato. Secondo gli ermellini, non è sufficiente richiamare genericamente una presunta attività di spaccio senza indicare gli elementi che dimostrino il cosiddetto “nesso di pertinenzialità” tra la somma e il fatto oggetto dell’indagine.

 

 

Gli atti sono stati quindi rinviati al Gip del Tribunale di Civitavecchia, che dovrà pronunciarsi nuovamente attenendosi ai principi indicati dalla Suprema Corte.