Viterbo – Fontana Grande, la piazza senza identità: «Tolte le auto, il centro è morto. E adesso cosa resta?»
Cronaca
8 Agosto 2026
Viterbo – Fontana Grande, la piazza senza identità: «Tolte le auto, il centro è morto. E adesso cosa resta?»
La questione è tornata a circolare con forza sui social dopo il "video-denuncia" pubblicato da un commerciante della zona, che ha raccolto centinaia di interazioni e riacceso il confronto sul futuro del centro storico

VITERBO – Una piazza liberata dalle automobili, ma senza una nuova funzione capace di restituirle vita. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che alcuni commercianti del centro storico di Viterbo tornano a scattare su piazza Fontana Grande, riaprendo una discussione che sembrava ormai archiviata: quella sul parcheggio che per anni ha rappresentato uno dei principali punti di accesso alla zona di via Saffi e Corso Italia.

La questione è tornata a circolare con forza sui social dopo il video-denuncia pubblicato da un commerciante della zona, che ha raccolto centinaia di interazioni e riacceso il confronto sul futuro del centro storico. E tra i commenti c’è chi non usa mezzi termini per descrivere le conseguenze che, secondo la categoria, avrebbe avuto la scelta di eliminare la sosta dalla piazza.

Il tema, però, non riguarda soltanto il ritorno delle automobili. Riguarda soprattutto una domanda: che cosa è diventata piazza Fontana Grande dopo che ha smesso di essere un parcheggio?

«Se togli le auto devi dare una funzione alla piazza»

La risposta dei commercianti è piuttosto netta. L’errore, secondo loro, non sarebbe stato soltanto quello di eliminare i parcheggi, ma di averlo fatto senza costruire contemporaneamente una vera alternativa.

«Avrei potuto capire se quell’area fosse stata destinata a qualcosa di fruibile per i viterbesi e per i visitatori, tavolinetti per bar o qualcosa che crei comunque un motivo per essere chiusa», scrive un commerciante di via Saffi intervenendo nella discussione.

Il problema, nella sua lettura, è che quello spazio non sarebbe diventato una vera piazza vissuta: «Allo stato di fatto è un recinto inutile, inservibile e non sfruttato che non dona niente in termini di estetica alla piazza».

Una critica che va oltre la semplice nostalgia per il parcheggio. I commercianti chiedono infatti quale sia stata, negli anni, la strategia alternativa per trasformare quell’area in un punto di attrazione.

Perché una piazza senza automobili può certamente essere una scelta urbanistica, ma, secondo chi lavora nella zona, deve anche diventare uno spazio capace di produrre movimento, socialità, iniziative e quindi persone.

Via Saffi sempre più vuota

Il tema arriva in un momento particolarmente delicato per il commercio del centro storico.

In via Saffi, raccontano gli operatori, le attività storiche sono ormai ridotte a pochissime realtà. Un processo di progressiva desertificazione che i commercianti vedono con preoccupazione e che, nella loro interpretazione, non può essere separato dalla difficoltà di raggiungere il cuore della città.

Fino a qualche anno fa, spiegano, chi arrivava in automobile poteva lasciare la macchina a Fontana Grande e proseguire a piedi verso via Saffi e Corso Italia. Una sosta breve per fare acquisti, prendere un caffè, pranzare o semplicemente passeggiare.

Oggi quella possibilità non esiste più.

Ed è proprio questo il punto sul quale i commercianti chiedono di tornare a ragionare: se il centro perde progressivamente negozi, non è forse necessario ripensare anche il modo in cui le persone possono raggiungerlo?

«La crociata contro le auto non ha portato più passeggio»

Il commento social entra poi direttamente nel merito della politica della mobilità.

«È evidente che questa “crociata” iniziata anni fa contro le auto alla lunga non abbia portato più passeggiata ma abbia solo contribuito alla desertificazione del centro», sostiene il commerciante.

Una frase volutamente provocatoria, che intercetta però una discussione più ampia e che riguarda anche l’attuale amministrazione comunale.

La scelta di andare verso un centro storico sempre più pedonale, infatti, non appartiene soltanto al passato. La giunta guidata da Chiara Frontini ha inserito la progressiva riduzione del traffico automobilistico e la valorizzazione della mobilità pedonale all’interno della propria visione della città, ribadita anche nel PUMS.

Ed è proprio qui che la protesta dei commercianti si scontra con la strategia dell’amministrazione.

La domanda che pongono è semplice: pedonalizzare sì, ma per fare cosa?

Perché se l’automobile viene progressivamente allontanata, sostengono, bisogna contemporaneamente creare le condizioni perché il centro continui a essere facilmente raggiungibile e soprattutto frequentato.

Il paradosso degli uffici comunali

E in questa discussione entra anche un’altra questione: il destino dell’ex tribunale di piazza Fontana Grande.

Il recupero dell’edificio avrebbe dovuto accompagnarsi al ritorno di uffici comunali nel centro storico, con l’obiettivo dichiarato di riportare quotidianamente lavoratori e utenti nel cuore della città e, di conseguenza, sostenere anche le attività commerciali.

Ma gli uffici, almeno per ora, non sono ancora tornati nella misura inizialmente immaginata.

E anche qualora il trasferimento dovesse concretizzarsi, rimarrebbe un problema tutt’altro che secondario: dove parcheggerebbero i dipendenti?

I posti auto immediatamente disponibili intorno alla piazza sono limitati. Riportare ogni giorno decine di lavoratori in automobile potrebbe quindi tradursi in un’ulteriore competizione per gli stalli già utilizzati da residenti, commercianti e visitatori.

Un problema che rischia di creare un curioso cortocircuito: si vogliono riportare persone a lavorare nel centro per rivitalizzarlo, ma contemporaneamente si riducono gli spazi destinati a chi deve raggiungerlo in automobile.

La soluzione, evidentemente, non può essere semplicemente quella di moltiplicare le automobili. Ma proprio per questo, secondo i commercianti, servirebbe una strategia complessiva: parcheggi di scambio, trasporto pubblico efficiente, collegamenti con le scale mobili e percorsi pedonali realmente attrattivi.

«O vogliamo farlo morire completamente?»

Il commento del commerciante si chiude con una provocazione che sintetizza il malumore della categoria.

«A tutti piacerebbe un centro storico “pedonale” ma la prima cosa per avere un “centro storico” è cercare di mantenerlo in vita», scrive.

E ancora: «Almeno ora, anche con maggiore elasticità mentale oppure ci si deve rassegnare a farlo morire definitivamente senza possibilità di appello».

Parole che possono essere condivise o contestate, ma che riportano al centro una questione ormai difficilmente eludibile: Viterbo vuole davvero un centro storico senza automobili oppure vuole un centro storico vivo? E soprattutto, come intende ottenere entrambe le cose?

Perché piazza Fontana Grande oggi si trova esattamente dentro questa contraddizione. Il vecchio parcheggio non c’è più da anni e nessuna delle amministrazioni che si sono succedute ha scelto di ripristinarlo. Nel frattempo, però, la piazza non sembra aver trovato quella nuova identità capace di trasformare la sottrazione delle automobili in una risorsa.

Adesso, dopo i lunghi lavori sull’ex tribunale e mentre il centro storico continua a perdere attività, i commercianti tornano a chiedere una riflessione.

Non necessariamente per riportare semplicemente le auto a Fontana Grande, ma per capire finalmente cosa si vuole fare di quella piazza e, più in generale, di un centro storico che rischia di diventare sempre più bello da fotografare e sempre più difficile da vivere.