Civitavecchia – Il Comitato Familiari attacca ancora la Rsa Bellosguardo: “Nessun miglioramento”
Cronaca
13 Agosto 2026
Civitavecchia – Il Comitato Familiari attacca ancora la Rsa Bellosguardo: “Nessun miglioramento”

CIVITAVECCHIA – “Il Comitato Familiari RSA Bellosguardo di Civitavecchia, di concerto con il Comitato Nazionale Anchise (Familiari RSA-RSD), torna a sottolineare come  la situazione all’interno della struttura — e in particolare l’assistenza ai pazienti — non ha registrato alcun miglioramento, nonostante le diverse segnalazioni inviate alla proprietà tramite PEC. “Pur prendendo atto degli interventi formali da parte delle autorità competenti (Carabinieri, NAS e ASL), lamentiamo la totale mancanza di riscontri in merito alle circostanze effettivamente accertate. Ad oggi, a distanza di circa un mese, la proprietà non si è ancora degnata di ricevere noi familiari in presenza, come esplicitamente richiesto. Ciò avviene nonostante vi sia la certezza che la dott.ssa Varrone si rechi quasi quotidianamente presso la RSA. Anche questa mattina, 13 agosto, siamo stati informati della sua presenza in struttura; ciononostante, non ha ritenuto importante contattare il comitato o i familiari per un confronto. Noi familiari continuiamo a riscontrare gravi carenze nei servizi assistenziali rivolti ai pazienti: Vitto inadeguato: il cibo è di qualità scadente e insufficiente, tanto da costringere alcuni familiari a portare generi alimentari da casa per garantire la nutrizione dei propri cari. Attività assenti: si registra una grave mancanza di una terapia occupazionale idonea. Carenza di presidi e beni: mancano i materiali medici per effettuare le flebo, così come i beni di uso quotidiano, tra cui piatti, bicchieri e posate. Gli attuali dipendenti — che ribadiamo essere a loro volta vittime di questo sistema — non riescono a garantire una cura idonea ai degenti a causa di una cronica carenza di personale, numericamente molto inferiore agli standard minimi previsti dalla normativa vigente per questo tipo di strutture. Inoltre, l’ondata di caldo di questo periodo sta trasformando la permanenza degli anziani in una vera agonia. Nelle stanze, in particolare quelle situate al secondo piano, si registrano temperature elevatissime a causa dell’assenza di aria condizionata. I familiari si vedono quindi costretti a portare da casa dei ventilatori per alleviare il disagio dei propri cari. Sappiamo che gli esiti degli accertamenti ispettivi di NAS, Carabinieri e ASL sono stati trasmessi alla Regione Lazio per le determinazioni di competenza. Per questo motivo, rivolgiamo un accorato appello al Presidente della Regione Lazio, Dott. Francesco Rocca, e al Direttore Generale della ASL Roma 4, Dott.ssa Rosaria Marino, affinché tutti i familiari vengano tempestivamente informati sulle decisioni in corso di adozione. Auspichiamo che vengano prese misure ponderate e straordinarie, che tutelino i pazienti senza però comportare la chiusura della struttura e il conseguente trasferimento dei degenti in altre RSA del Lazio. Un simile provvedimento causerebbe un gravissimo contraccolpo psicofisico agli anziani e un insostenibile aggravio logistico ed economico per le famiglie, costrette a percorrere lunghe distanze solo per fare visita ai propri cari”.