Il Napoli inizia seriamente a muoversi anche in entrata. Dopo un’estate di continuità Allegri, un’estate in cui sul mercato l’imperativo era epurazione e smaltimento esuberi in rosa (lavoro tra l’altro ancora da ultimare), il Napoli comincia a metter dentro volti nuovi. Tasselli questi sì che francamente servivano ad Allegri.
Solo il tempo descriverà se saranno o meno quelli giusti, ma nei reparti in cui intervenire diveniva imperativo. Tra questi, soprattutto dopo l’infortunio che terrà lontano dai campi una colonna come Buongiorno almeno fino ad autunno inoltrato, l’esigenza verteva su un difensore centrale, possibilmente di piede mancino.
Detto, fatto. Il nome è sempre stato lo stesso. Quello che vi annoveravamo già settimana scorsa. Era Badiashile, in uscita dal Chelsea. Palesemente sul mercato e fuori dai piani di Xabi Alonso a Stamford Bridge, non per caso i Blues accettavano il prestito con diritto di riscatto. Condizioni che ADL e Manna ritenevano assolutamente vantaggiose e per questo anno affondato: tre milioni subito e ben ventisette per l’eventuale riscatto. D’altronde, Beukema e Rrahmani non potevano bastare.
Badiashile arriva con grande fisicità, senz’altro, ma con grande tattica da Serie A ancora tutta da conoscere. Di piede mancino, per esigenze iniziali di Allegri era quello che serviva. Avrà mesi in cui si giocherà le sue carte, poi chiaramente rientrerà Buongiorno. Per convincere fra 10 mesi il Napoli a spendere trenta milioni complessivi, servirà francamente un impatto monstre.

