BIRMINGHAM (INGHILTERRA) – Non avevamo neppure smesso di esultare per le immagini mozzafiato provenienti da Parigi, dove Sara Curtis diventava iconografia mondiale riscrivendo in 24 ore il proprio record nei cinquanta dorso, conquistando l’oro europeo.
Che più su, oltremanica, in serata l’Italia cimentava il suo posto nelle copertine estere con un’altra impresa. Stavolta dell’eroina che non t’aspetti. Di chi non s’è mai arresa, dinanzi a qualsiasi avversità: Dariya Derkach. Una straordinaria medaglia d’oro nel salto triplo, a chiudere davanti alla belga Guisse ed alla bulgara Nacheva, che impotenti davanti a cotanta grandezza ammirano ed applaudono, non potrebbe esser altrimenti.
Col terzo salto, la ragazza nata in Ucraina vola a 14,60 e sbalordendo tutto e tutti si assicura il gradino più alto del podio. Ebbene sì, medaglia d’oro, punto più alto della sua carriera. Non era mai arrivata a livelli come questi e, raggiungerli a 33 primavere malgrado quanto vissuto, rende ancor più glorioso quanto conquistato.
Perché la ragazza di Pagani non è più soltanto vanto e orgoglio, è già ispirazione. Nonostante un bel palmares tra successi giovanili e 14 titoli italiani, a livello europeo il curriculum si fermava all’argento di Istanbul del 2023. Prima di quel traumatico 2025: l’infortunio al tendine d’Achille, tripla operazione per risistemarlo, un calvario ed apparentemente tanti dubbi.
Chiunque avrebbe mollato, ma non lei. Che con tempo, pazienza e determinazione e rientra, si prepara e con la fame di sempre centra un traguardo oltre i propri limiti. Ecco perché non solo Curtis, è speciale pur quanto raggiunto Dariya Derkach. Adesso non si ferma più, la saltatrice: obiettivo Los Angeles 2028.

