VITERBO – Non più soltanto le zone già note per il consumo e lo spaccio. L’allarme sulla diffusione del crack a Viterbo arriva ora anche da una delle arterie più importanti della città, viale Raniero Capocci, proprio a ridosso delle mura storiche e in un’area recentemente interessata da interventi di riqualificazione.
A documentare la situazione è la pagina social “Viterbo Centro Storico e Mobilità urbana”, che ha pubblicato fotografie nelle quali vengono mostrati quelli che vengono indicati come veri e propri “kit” utilizzati per sciogliere e consumare crack. Immagini che, se confermate, raccontano una presenza tutt’altro che nascosta del fenomeno: materiali abbandonati in luoghi accessibili e utilizzati, secondo la segnalazione, anche nelle immediate vicinanze di spazi verdi e aree di passaggio.
Il commento che accompagna le fotografie è particolarmente duro: «Cantine utilizzate come bivacco e giardini utilizzati per un comodo consumo di crack. Tutto alla luce del sole».
È un quadro che alimenta la preoccupazione dei residenti e riaccende i riflettori sulla geografia della droga in città. Il cosiddetto “triangolo della droga”, individuato da tempo tra il quartiere storico di San Faustino, via della Palazzina e viale Trento, sembra infatti non essere più confinato alle aree tradizionalmente considerate più problematiche.
Il tema, però, non riguarda soltanto la presenza della sostanza. C’è anche quello, altrettanto preoccupante, della modalità con cui il consumo sembra manifestarsi: non più necessariamente relegato in luoghi nascosti o degradati, ma segnalato anche in spazi urbani riqualificati e nelle immediate vicinanze del centro storico.
Una situazione che pone inevitabilmente una domanda sulla capacità della città di prevenire e contrastare il fenomeno prima che diventi strutturale.
La denuncia social contiene anche un riferimento diretto all’amministrazione comunale. «Ma di questa degenerazione nell’utilizzo di droghe mortali la sindaca non fa “il video del giorno”», si legge nel post.
Al di là della polemica politica, resta il dato di una città nella quale i cittadini segnalano una crescente percezione di insicurezza e di degrado legata al consumo di stupefacenti. E il ritrovamento di materiale riconducibile al consumo di crack a ridosso delle mura storiche aggiunge un ulteriore tassello a un problema che, secondo le segnalazioni, sembra progressivamente spostarsi e allargarsi.
Ora la questione è capire se alle immagini e alle denunce dei cittadini seguiranno controlli, interventi di bonifica e soprattutto un’azione concreta di prevenzione e contrasto.
Perché se il consumo di crack arriva alla luce del sole anche negli spazi appena riqualificati della città, il problema non è più soltanto quello delle aree degradate. È il segnale di una presenza che rischia di diventare sempre più visibile e normale agli occhi di chi vive Viterbo.

