POTENZA – Ha confessato di aver ucciso la madre, colpendola ripetutamente al volto e alla testa. È stato arrestato Giampiero Santamaria, 31 anni, accusato dell’omicidio della madre Maria Vittoria Carbone, 57 anni, trovata morta nella serata di giovedì 20 agosto nell’appartamento di Tito dove viveva il figlio.
La tragedia si è consumata al termine di una violenta discussione tra i due. Secondo le prime ricostruzioni, la lite sarebbe nata per motivi apparentemente banali, forse legati alla gestione di un telefonino, per poi degenerare rapidamente nell’aggressione.
Quando sono arrivati i soccorritori del 118, per la donna non c’era ormai più nulla da fare. I sanitari hanno tentato di rianimarla, ma ogni sforzo è risultato inutile.
Santamaria è stato ascoltato dal pubblico ministero della Procura di Potenza e, durante l’interrogatorio, avrebbe ammesso di aver colpito più volte la madre.
La posizione del 31enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto all’interno dell’abitazione e le circostanze che hanno preceduto l’aggressione.
Dietro la tragedia emerge una situazione familiare già segnata da condizioni di fragilità e disagio.
Il 31enne era stato seguito in passato dai servizi sociali del Comune di residenza e successivamente preso in carico dal Centro di Salute Mentale di Potenza. Negli ultimi tempi era soprattutto il padre, Vito, ad assisterlo.
Anche la madre, residente a Vaglio di Basilicata, era seguita dai servizi sociali del territorio. Si era recata a Tito per fare visita al figlio, come già accaduto altre volte.
Maria Vittoria Carbone e il padre di Giampiero erano divorziati da anni.
La notizia ha lasciato sotto choc la comunità di Tito. Il sindaco Fabio Laurino ha espresso il cordoglio della cittadinanza, sottolineando la necessità di non occuparsi delle situazioni di disagio soltanto quando sfociano in tragedie.

