Amatrice, dieci anni dopo il sisma: 239 rintocchi per le vittime
Società
24 Agosto 2026
Amatrice, dieci anni dopo il sisma: 239 rintocchi per le vittime

AMATRICE – Amatrice commemora le 239 vittime del terremoto del 24 agosto 2016 con una fiaccolata in silenzio e altrettanti rintocchi di campana, uno per ogni persona che perse la vita sotto le macerie. Dieci anni fa, alle 3.36, una scossa di magnitudo 6 devastò il borgo in provincia di Rieti, cancellandone gran parte del centro abitato.

Poco dopo il sisma, l’allora sindaco Sergio Pirozzi descrisse alle televisioni la drammaticità della situazione con una frase divenuta il simbolo di quelle ore: «Amatrice non c’è più». Oggi la comunità, ai piedi dei monti della Laga, continua il percorso di ricostruzione e prova a rinascere, custodendo la memoria delle persone morte in quella notte.

Durante la veglia, le voci che si sono alternate al microfono hanno ribadito la volontà di restare accanto alle vittime, ai sopravvissuti e a una terra che chiede di tornare a vivere oltre l’immagine della tragedia. «Per la decima volta vogliamo essere qui – è stato detto – per chi non c’è più, per chi c’è ancora e per questa terra, che ha il diritto di rinascere e di splendere per la sua bellezza, la sua storia e le sue tradizioni, non soltanto perché colpita dal terremoto».

Nel buio, parenti delle vittime e cittadini hanno attraversato con le fiaccole quello che viene definito il “ground zero” di Amatrice: il nuovo corso attorno alla torre civica, rimasta in piedi dopo il sisma, e simbolico confine tra il paese distrutto e quello che sta lentamente prendendo forma.

«Le fiaccole che illuminano i passi di questo piccolo pellegrinaggio – ha letto un volontario della Croce Rossa – rappresentano il bisogno di luce nelle tenebre in cui il terremoto ha precipitato la comunità».

Per Amatrice è una ricorrenza raccolta e profondamente personale, nel ricordo della notte più dolorosa della sua storia. Prima del sisma, il paese era noto anche come uno dei Borghi più belli d’Italia, oltre che per la tradizione gastronomica che ne ha reso celebre il nome nel mondo.

Nella notte del decennale non sono previste dichiarazioni dell’attuale sindaco Giorgio Cortellesi. Le celebrazioni ufficiali proseguiranno nelle prossime ore con la messa delle 17, celebrata dal cardinale Matteo Zuppi alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.