Ronciglione – Lago di Vico, manomessa la chiusa del Rio Vicano: denunciati i presunti responsabili
Cronaca
27 Agosto 2026
Ronciglione – Lago di Vico, manomessa la chiusa del Rio Vicano: denunciati i presunti responsabili
Intervento dei Carabinieri Forestali a Ronciglione dopo una segnalazione. La modifica del manufatto avrebbe provocato una fuoriuscita non controllata dell’acqua

RONCIGLIONE – Manomessa la chiusa che regola il deflusso delle acque del lago di Vico. È quanto hanno accertato nei giorni scorsi i Carabinieri Forestali del Nucleo di Caprarola, intervenuti in località Abboccatore, nel territorio comunale di Ronciglione, a seguito di una segnalazione.

I militari hanno verificato che il manufatto idraulico di sbarramento, collocato in area demaniale lungo l’emissario del bacino lacustre, era stato modificato. La manomissione avrebbe determinato una fuoriuscita non controllata del flusso idrico dal fosso Rio Vicano.

Dopo il sopralluogo è stata avviata un’attività investigativa che ha consentito di individuare i presunti responsabili. Le persone coinvolte sono state denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Viterbo per l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 632 del Codice penale, relativa alla deviazione di acque e alla modificazione dello stato dei luoghi.

La vicenda assume particolare rilievo per la funzione svolta dalla struttura. Il lago di Vico, di origine vulcanica, rappresenta infatti un ecosistema di grande valore naturalistico ed è tutelato come Riserva Naturale. La regolazione del suo emissario attraverso lo sbarramento sul Rio Vicano è fondamentale per il controllo del deflusso delle acque e per l’equilibrio dell’habitat a valle del bacino.

Secondo quanto sottolineato dai Carabinieri Forestali, interventi non autorizzati sulle infrastrutture idrauliche possono incidere sulla corretta gestione della risorsa idrica e sugli equilibri ambientali dell’area.

In caso di condanna, per il reato contestato l’articolo 632 del Codice penale prevede la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 206 euro.