MILANO – Adesso sì, è finita davvero. Il Milan e Leao si congedano. Separano le proprie strade, ognuno seguirà la propria direzione. Se in settimana s’era ampiamente compreso come l’asso portoghese ormai ai margini pure nei piani del connazionale Amorim fosse tornato più vicino all’uscita che alla permanenza, era chiamato a scegliere tra due destinazioni: Galatasaray ed Aston Villa.
Ieri nel tardo pomeriggio la decisione finale: niente Premier, che avrebbe voluto disputare a livelli ancora più importanti, ha preferito la passione del Galatasaray. Come Vlahovic, come chi ad appena 27 anni in quello che dovrebbe esser il “prime” della sua carriera viaggia già verso soldi e feroce passione turca. Durante la serata di San Siro con cui s’è aperta la seconda giornata di Serie A, col successo del Milan sul Venezia a dir la verità piuttosto balbettante, i tifosi rossoneri l’avevano capito: la voce aveva iniziato insistentemente a circolare e fioccavano i primi riscontri, Rafael aveva compiuto la sua scelta, sarebbe stato effettivamente addio, una volta per tutto.
Dopo un’estate sostanzialmente da separato in casa, finisce il tormentato e discusso regno di sette a Milanello: anche in questo caso gran What If calcistico, quel che sarebbe potuto esser se avesse dato continuità a quelle fiammate che colorarono lo scudetto del Milan di Pioli nel 2022. Non sarà Premier, forse dove avrebbe faticato più del dovuto; ha scelto di non esser uno dei tanti ma di sentirsi ancora star, quindi Galatasaray, a fronte di un’offerta di contratto nettamente più ricca, tra l’altro.
Anche il lato economico ha pesato. 10 milioni più due di bonus all’anno a dispetto dei 7.5 che offrivano da Birmingham; il calciatore ha accettato soldi e ruolo in copertina nel calcio turco, senza andarsi a rimettere in discussione. S’è imbarcato a Linate all’ora di pranzo, nel pomeriggio atterrerà ad Istanbul, previsto clamoroso bagno di folla. 45 milioni più bonus al Milan, che alla fine ha detto sì, per chiudere la questione una volta per tutte. Leao e Milan, adesso sì, è finita davvero.

