A Montalto Marina il fiume è diventato mare. E con il mare è arrivato il granchio blu
MONTALTO MARINA – Chi conosce la foce del Fiora sa riconoscerla a occhi chiusi. È il punto in cui l’acqua dolce incontra quella salata, dove il colore cambia e i pesci si mescolano.
Quest’anno, però, quel confine si è spostato. È risalito verso l’interno, silenziosamente, spinto da un’estate di caldo e di poca pioggia.
Il risultato è che alla foce l’acqua è ormai acqua di mare. Con i pesci del mare. E con un ospite che nessuno aveva invitato: il granchio blu, che i pescatori stanno tirando a riva in quantità sempre maggiori.
Il fiume che perde la spinta.
Il fenomeno ha un nome quasi burocratico: cuneo salino.
Quando la portata di un fiume cala, l’acqua dolce non ha più la forza di respingere il mare, e il mare entra. Si infila sotto, perché è più pesante, e risale il letto del fiume come una lingua.
Succede ogni estate, in misura contenuta. Quest’anno la lingua è arrivata più su del solito.
Il crostaceo che aspettava questo momento.
Il granchio blu, Callinectes sapidus, viene dalle coste atlantiche americane. È arrivato in Mediterraneo decenni fa nelle stive delle navi, ma è rimasto una curiosità finché il mare non si è scaldato abbastanza. Dal 2023 è un’altra storia.
Mangia tutto, si riproduce a milioni di uova per femmina, non ha praticamente predatori e — questo è il punto — sopporta benissimo i cambi di salinità. Il cuneo salino, per lui, non è un ostacolo: è una strada aperta verso l’entroterra. Sul Po lo hanno trovato a 160 chilometri dalla foce.
Non è solo un problema del Nord.
L’immagine dell’invasione è quella delle vongole del Delta del Po, spazzate via a colpi di chele. Ma il granchio blu è ormai una presenza stabile anche sul nostro versante: la laguna di Orbetello, la foce dell’Arno, i canali di Fiumicino, dove da anni risale la Fossa Traianea per la stessa identica ragione. Il Fiora non è un’eccezione.
È l’ultimo capitolo di una linea che sale lungo il Tirreno. Quello che finisce nella rete C’è una cosa che i pescatori dicono prima e meglio di chiunque altro: nella rete non c’è più quello che c’era vent’anni fa. Il granchio blu è il volto più riconoscibile di un cambiamento che ha un nome più ampio, tropicalizzazione.
Il Mediterraneo si scalda, e specie che prima non ce la facevano a stabilirsi qui ora ci prosperano: il pesce scorpione con i suoi aculei velenosi, il pesce palla maculato che porta una tossina resistente alla cottura, il pesce coniglio, il vermocane che rovina le reti, i barracuda ormai di casa sotto costa. Su circa diciassettemila specie marine censite nel Mediterraneo, oltre mille sono già considerate aliene. Non è un elenco da documentario.
È il banco del pesce che cambia, sono le abitudini di chi compra che devono cambiare con lui, sono i pescatori che devono imparare specie nuove — e imparare quali si toccano e quali no. Mangiarselo, per adesso Sul granchio blu si è tentata l’unica strada praticabile: trasformarlo in prodotto. Polpa in vasetto, chele, accordi con l’industria conserviera, esportazioni verso Stati Uniti e Asia, ricerche per ricavare materiali utili dal carapace.
Funziona, in parte: per alcuni pescatori è diventato reddito vero. Ma chi lavora in mare non si racconta favole.
Quello che si è stabilizzato è la presenza del granchio, non il problema. Nessuna filiera commerciale riesce a stare dietro a un animale che si riproduce a quei ritmi. Il campanello Vale la pena fermarsi un attimo su cosa ci sta dicendo, davvero, l’acqua salata alla foce del Fiora. Ci dice che i nostri fiumi arrivano al mare con sempre meno acqua.
Che il mare occupa ogni spazio che gli lasciamo. E che nel mare nuovo, più caldo e più salato, le specie che vincono non sono quelle che abbiamo sempre pescato.
Un’ultima raccomandazione, banale ma importante: se trovate animali che non riconoscete, in spiaggia o nella rete, non maneggiateli a mani nude. Alcuni pungono e sono velenosi anche da morti. Segnalateli, piuttosto. Le segnalazioni di pescatori e bagnanti sono il modo più rapido che i ricercatori hanno per capire dove sta andando questo mare.

