CIVITAVECCHIA – Non poteva iniziare in maniera tecnicamente più atroce la nuova ambiziosa stagione del Civitavecchia di Colantoni. Società forte, che ha assunto un tecnico forte già agli albori dell’estate e gli ha consegnato una rosa sì che pronta a lottare per il salto di categoria.
Il primo banco di prova, a livello ambientale nonché mediatico, era di quelli pesanti. Partire con un successo contro una diretta concorrente istituzione di categoria come Rieti avrebbe significato tantissimo. Il punto, forse scherzo del destino ma il calcio è anche questo, è che la Vecchia c’era pure riuscita.
Osso durissimo, la nuova versione reatina targata Paris va subito avanti con Tilli. La Vecchia però non demorde, e con grande resilienza e forza mentale la ribalta pure nei momenti giusti, quelli centrali del match ad inizio ripresa: prima quel Damiani pezzo da novanta della campagna acquisti nerazzurra che pur non al meglio ha fatto di tutto per trovar per la prima volta l’abbraccio della sua nuova gente, quindi Di Bari in quel sorpasso che sembrava poesia sfociante nel romanticismo con goal dedicato alla famiglia nella settimana in cui è nata la sua prima creatura.
2-1, sorpasso e tre punti? Purtroppo, in chiave nerazzurra, non sarà così. Perché proprio sul fil di sirena, al tramonto del match e col recupero ormai alle porte, prima Gomez quindi Luciani silenziano il Tamagnini e controsorpassano. 3-2 Rieti, sgomento.
Vecchia beffata. Grande amarezza e mani tra i capelli. Il calcio è anche questo, sa esser crudele: tributo agli avversari che hanno dimostrato tutta la loro stoffa, ma adesso con orgoglio per i tanti aspetti importanti evidenziati comprendere i propri errori e voltar pagina. Certamente fa male, inutile nasconderlo.

