NEW YORK (USA) – Sapevamo già che sarebbe stato uno Slam, l’ultimo, decisamente complicato. Senza il nostro Re, senza il numero uno al mondo, quel Sinner che in questi giorni lavora al J Medical per capir tempi di recupero per l’infortunio al ginocchio destro. Non vuol forzare ancora: dopo aver saltato l’America aspetta ancora, ma punta i Masters 1000 di Shangai di metà ottobre.
US Open, però, una Caporetto. Non ci sarà nessun italiano ai quarti di finale. L’ultimo Slam dell’anno, l’appuntamento più atteso del tennis americano, finisce senza alcuna figura tricolore tra i primi otto finalisti. Pur l’ultimo dei Mohicani, se consentite la metafora, è stato eliminato: troppo Zverev per Darderi, uno scontro in cui l’italoargentino si misurava con uno dei favoritissimi ma ne esce malissimo, perché tre set a zero netto senza diritto di replica spiega quanto e come non ci sia stata storia, sotto qualsiasi fondamente o aspetto tecnico.
Lo stesso Musetti era già stato triturato, come ampiamente descritto, già al secondo turno. Per Cobolli, dopo rimonte e prestazioni importanti, nemmeno gli ottavi: stavolta ribaltato lui, direttamente da Blockx. Rimpianti pur per Berrettini stesso. Insomma, US Open quest’anno una Caporetto. Solo un italiano agli ottavi, neppure uno ai quarti. E fa specie, senz’altro. Forse lo Slam dell’anno da cui ne usciamo peggio, a livello di movimento. Un tramonto dell’estate decisamente amaro per il Tricolore.

