VITERBO – “La sicurezza della scuola viene prima di tutto, ma non è accettabile che il peso organizzativo del trasferimento temporaneo delle cinque classi de La Quercia ricada interamente sulle famiglie. Il Comune deve dare risposte immediate e mettere in campo soluzioni concrete”. È quanto afferma Luisa Ciambella, capogruppo di Per il Bene Comune al Consiglio comunale di Viterbo, intervenendo sulla situazione del plesso dell’Istituto Comprensivo Egidi interessato dai lavori di messa in sicurezza.
Il trasferimento degli alunni presso l’Istituto Cardinal Ragonesi, reso necessario dagli interventi sull’edificio scolastico, determina infatti un cambiamento significativo nell’organizzazione quotidiana dei nuclei familiari, aggravato da una comunicazione arrivata a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico.
“Le famiglie avevano il diritto di conoscere per tempo una decisione che incide direttamente sulla loro vita quotidiana – sottolinea Ciambella –. Parliamo di genitori che lavorano, famiglie con più figli, persone che devono conciliare orari e spostamenti e che oggi si trovano a dover riorganizzare tutto in pochi giorni. Non basta comunicare dove saranno trasferiti i bambini: occorre spiegare come si intende evitare che questa situazione diventi, ogni mattina e ogni pomeriggio, un problema lasciato sulle spalle dei genitori”.
Per questo, nell’interrogazione presentata al sindaco e alla Giunta, Ciambella chiede chiarimenti sulla sede definitivamente individuata, sulla durata del trasferimento e sulle ragioni della tardiva comunicazione, oltre a conoscere quali criticità siano già state rappresentate dalle famiglie e quali misure l’Amministrazione intenda adottare.
Al centro dell’iniziativa c’è soprattutto la richiesta di valutare con urgenza l’istituzione di uno scuolabus dedicato alle cinque classi de La Quercia, almeno fino alla conclusione dei lavori.
“Il Comune verifichi immediatamente quante famiglie abbiano necessità del servizio e si attivi di conseguenza. La particolare collocazione del Cardinal Ragonesi può comportare problemi di traffico, parcheggio e tempi di percorrenza. Non si può semplicemente trasferire una scuola da un punto all’altro della città senza affrontare anche il problema di come gli alunni possano raggiungerla”.
L’interrogazione chiede inoltre garanzie sull’organizzazione di mensa, ingresso e uscita, pre e post scuola e una valutazione delle eventuali conseguenze economiche e organizzative che la nuova sistemazione potrebbe comportare per i nuclei interessati.
Ciambella sollecita infine un quadro preciso sullo stato dei lavori nel plesso de La Quercia e sulla conferma della conclusione degli interventi entro il 31 dicembre 2026, affinché una soluzione nata come temporanea non si prolunghi oltre i tempi previsti.
“La messa in sicurezza dell’edificio – conclude Luisa Ciambella – è necessaria e nessuno la mette in discussione. Ma proprio perché il trasferimento deriva da una necessità pubblica, non possono essere le famiglie a pagarne da sole il prezzo in termini di tempo, costi e difficoltà organizzative. L’Amministrazione si faccia carico fino in fondo delle conseguenze della scelta, garantendo trasporto, servizi e informazioni tempestive. Alle famiglie non servono rassicurazioni generiche: servono risposte e soluzioni, subito”.

