VITERBO – Due giornate per parlare di salute uscendo dai confini tradizionali della sanità e mettendo intorno allo stesso tavolo professionisti sanitari, istituzioni, scuola, servizi sociali, associazioni e cittadini.
Giovedì 11 e venerdì 12 settembre, presso il Centro Culturale di Valle Faul, a Viterbo, la Asl di Viterbo sarà protagonista dell’evento “Promuovere Salute ai tempi di oggi”, iniziativa dedicata alla prevenzione, alla promozione della salute e al rapporto sempre più stretto tra servizi e territorio.
La due giorni nasce a quarant’anni dalla Carta di Ottawa per la promozione della salute, documento che ha contribuito a cambiare profondamente il modo di intendere la salute pubblica: non soltanto assenza di malattia o risposta sanitaria a un bisogno già manifestato, ma benessere da costruire nei luoghi in cui le persone vivono, attraverso prevenzione, consapevolezza, partecipazione e politiche capaci di agire anche sui determinanti sociali, ambientali ed economici della salute.È da questa prospettiva che la Asl di Viterbo ha scelto di costruire un appuntamento con un format diverso da quello congressuale tradizionale: non una successione di relazioni, ma incontri dialogati e momenti di confronto, nei quali le competenze dei professionisti possano incontrare esperienze, domande e bisogni della comunità.
L’obiettivo è duplice: favorire l’aggiornamento e il confronto sui principali temi di sanità pubblica e, contemporaneamente, aumentare la conoscenza delle opportunità di prevenzione e dei servizi presenti sul territorio.“Promuovere salute significa innanzitutto riconoscere che la salute non si costruisce soltanto quando una persona entra in un ospedale o in un ambulatorio – spiega la direttrice sanitaria della Asl di Viterbo, Assunta De Luca –. Si costruisce prima, attraverso la prevenzione, nei luoghi della vita quotidiana e nella capacità di una comunità di riconoscere i propri bisogni e sapere dove trovare risposte. Con queste due giornate vogliamo mettere in relazione mondi che troppo spesso comunicano soltanto in alcune occasioni: sanità, scuola, istituzioni, servizi sociali, associazioni, famiglie e cittadini.
E vogliamo soprattutto ascoltare, perché rendere un servizio disponibile non è sufficiente se poi una parte della popolazione non lo conosce, non riesce a raggiungerlo o non sa come utilizzarlo”.“In questi anni abbiamo investito molto nel rafforzamento della rete territoriale e nella prevenzione. Ora dobbiamo fare un ulteriore passo: aiutare le persone a conoscere e utilizzare pienamente ciò che il territorio mette a loro disposizione – commenta il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi –. Le Case della comunità, gli Ospedali di comunità, gli screening, le vaccinazioni e tutti i programmi di promozione della salute producono il loro massimo valore quando diventano patrimonio conosciuto e accessibile della popolazione. Per questo l’11 e il 12 settembre non vogliamo parlare soltanto tra professionisti. Vogliamo aprire un dialogo con la comunità, ascoltarne i bisogni e rafforzare quell’alleanza tra cittadini, istituzioni, associazioni e servizi che è indispensabile per una sanità realmente vicina alle persone”.
Dalla One Health ai giovani: i temi della prima giornata
La giornata dell’11 settembre si aprirà alle ore 9 con il confronto istituzionale e con la presentazione della cornice strategica dell’evento, a partire dall’approccio One Health, che considera strettamente interconnesse salute umana, animale e ambientale. Il tema sarà immediatamente declinato sulle infezioni emergenti e riemergenti, dalle arbovirosi alla West Nile e alla Dengue, e sul ruolo delle vaccinazioni quale strumento di sanità pubblica.Una parte importante dei lavori sarà dedicata al rapporto tra scuola, sanità e famiglie e alla costruzione di una vera alleanza educativa nella prevenzione delle malattie infettive. Spazio quindi alle nuove generazioni, con un confronto che proverà a partire anche dal loro linguaggio e dai loro bisogni: falsi miti e informazione sanitaria, salute riproduttiva, infezioni sessualmente trasmesse e vaccinazione anti-HPV, ma anche alcol, sostanze, sicurezza stradale e violenza di genere.
Un filo conduttore attraverserà questi temi: come parlare di salute alle nuove generazioni senza limitarsi a parlare delle nuove generazioni, costruendo modalità di comunicazione più semplici, dirette e capaci di coinvolgerle.Prevenzione, fragilità e sanità di comunità
La seconda giornata, 12 settembre, sposterà il confronto sulla presa in carico equa della persona, con particolare attenzione alle fragilità e alle popolazioni hard to reach: persone per le quali offrire formalmente un servizio può non essere sufficiente e per le quali diventa necessario sviluppare modalità più efficaci di informazione, orientamento e accesso.
Tra i temi affrontati anche le vaccinazioni nelle popolazioni fragili e la chiamata attiva.Ampio spazio sarà riservato alla prevenzione oncologica, attraverso tre focus dedicati ai tumori del colon-retto, della cervice uterina e della mammella. Il confronto seguirà il percorso dalla prevenzione allo screening, dalla diagnosi alla presa in carico e al trattamento, mettendo insieme le diverse professionalità che intervengono nelle varie fasi.
Nel pomeriggio il tema dell’accessibilità sarà affrontato anche attraverso la nuova organizzazione della Sanità di Comunità, con particolare riferimento alle Case e agli Ospedali di comunità, alla semplificazione dei percorsi e all’integrazione delle reti cliniche e territoriali. L’obiettivo è interrogarsi non soltanto su quali servizi offrire, ma anche su come renderli realmente riconoscibili, raggiungibili e fruibili dalle persone.
Il Villaggio della Comunità: la prevenzione incontra i cittadini
Accanto ai momenti di confronto, durante l’evento sarà attivo il Villaggio della Comunità, lo spazio aperto ai cittadini nel quale incontrare direttamente i professionisti della Asl e le associazioni del territorio.
Saranno presenti attività dedicate all’educazione nutrizionale, all’igiene delle mani, alla prevenzione del tabagismo, alle spirometrie, alle vaccinazioni e agli screening, insieme alle associazioni del Tavolo di partecipazione permanente della Asl di Viterbo e a Coldiretti Viterbo.
Il Villaggio rappresenta così anche concretamente il messaggio che accompagna le due giornate: portare la prevenzione fuori dai soli luoghi sanitari, creare occasioni nelle quali incontrare i professionisti, fare domande, ricevere orientamento e conoscere le opportunità disponibili sul territorio.
Perché la sfida che “Promuovere Salute ai tempi di oggi” vuole mettere al centro non riguarda soltanto la capacità del sistema sanitario di curare, ma quella di raggiungere le persone prima, accompagnarle meglio e renderle sempre più consapevoli e protagoniste delle scelte che riguardano la propria salute.La promozione della salute è più efficace quando diventa patrimonio di un’intera comunità.


