VITERBO – Dopo anni di abbandono, per l’ex ristorante La Zaffera è arrivato il momento della rinascita. Sono stati infatti consegnati i lavori di recupero dello storico immobile di piazza San Carluccio, nel cuore del quartiere medievale di San Pellegrino. Una volta completato l’intervento, lo spazio avrà una nuova vita e sarà destinato a diventare un centro di studio e approfondimento sull’intelligenza artificiale.
Il progetto, realizzato con la collaborazione della Biblioteca di Viterbo, punta così a restituire alla città un edificio rimasto inutilizzato per anni, trasformandolo in un nuovo spazio culturale nel centro storico.
A sottolineare il significato dell’intervento è l’assessore comunale Emanuele Aronne, delegato alla qualità degli spazi urbani e al Pnrr.
«Un altro immobile abbandonato nel cuore del centro storico che riprende vita», sottolinea Aronne, indicando nella riqualificazione della Zaffera soprattutto un intervento di rigenerazione urbana.
Ma il recupero dell’edificio guarda anche al futuro. La nuova struttura sarà infatti dedicata all’intelligenza artificiale, una tecnologia che si sta affermando rapidamente e che è ormai entrata nella vita quotidiana.
«Una sfida, quella dell’AI, che va affrontata, studiata, che corre in fretta e che è entrata nella quotidianità di tutti», spiega l’assessore. Un fenomeno che offre possibilità enormi, ma che porta con sé anche rischi e interrogativi.
«Uno strumento allo stesso tempo formidabile e pericoloso», lo definisce Aronne, sottolineando quindi l’importanza di creare un luogo nel quale l’intelligenza artificiale possa essere studiata e discussa con consapevolezza.
L’obiettivo è quello di realizzare uno spazio aperto alla cittadinanza, nel quale far convivere approfondimento, confronto e sperimentazione. «Sarà uno spazio aperto a tutti, un luogo di confronto, di studio, di sperimentazione culturale», annuncia l’assessore.
La consegna dei lavori segna dunque l’avvio concreto di un percorso destinato a cambiare il volto dell’ex locale di piazza San Carluccio. La Zaffera non sarà più soltanto un immobile vuoto nel cuore di San Pellegrino, ma un nuovo presidio culturale dedicato a una delle grandi trasformazioni tecnologiche del nostro tempo.
E per Aronne è proprio questo uno degli aspetti più importanti dell’intervento: «Soprattutto sarà l’ennesimo fabbricato abbandonato che tornerà a vivere».

