FORMELLO (ROMA) – L’ultima conferenza stampa prima della sosta, la prima storica sosta per le nazionali che perdurerà tre settimane. Per qualcuno, specialmente per un club che come mostra Leite ha attinto dagli svincolati, è tempo di rilanciar candidature e rumours di calciomercato, a Formello. Il nome è sempre lo stesso, il tormentone e la suggestione dell’ultima estate biancoceleste: Mauro Icardi. Ma non sarà, a questo punto in maniera chiara e concisa, alla Lazio il futuro dell’attaccante argentino.
Gattuso è stato chiarissimo, ancora una volta. Se Fabiani ad inizio settimana aveva provato a riallacciare i contatti con l’entourage dell’argentino che stavolta sì che senza offerte economicamente più vantaggiose aveva aperto le porte ad un futuro capitolino, Gattuso le ha immediatamente richiuse. Dopo aver ancora una volta sottolineato il rispetto alla carriera dell’ex Galatasaray, Ringhio ha spiegato come “Abbiamo preso Gudmundsson e Pinamonti, basta con questo casino”.
Inequivocabile. Come sostenevamo ad inizio settimana, per quanto Fabiani avesse fatto la contromossa, l’ultima parola sarebbe spettata a Gattuso. Che non lo vuole. Né numericamente, né tecnicamente. A livello di spogliatoio non vuol prime donne che se non giocano sganciano musi lunghi: sta costruendo il suo gruppo tra compattezza, unione di intenti, umiltà e voglia di combattere, con quel fatidico elmetto di cui parlava mesi fa. Per la Lazio sabato sera la sfida al Venezia, per chiudere tra le primissime della classe un avvio di stagione decisamente sorprendente.

