VITERBO – Torna al centro dell’agenda cittadina il legame profondo tra la terra, i suoi produttori e i consumatori. Dal 25 al 27 settembre, Viterbo ospiterà la prima edizione di “Coltivare Futuro”, una manifestazione interamente dedicata all’agricoltura, alla sostenibilità e alle politiche del cibo. Il progetto nasce da una stretta sinergia istituzionale che ha visto il Comune e l’Università degli Studi della Tuscia fare fronte comune con le principali associazioni di categoria del settore: Cia, Coldiretti, Slow Food e Confagricoltura.
Un evento che mira a riscoprire le radici del territorio attraverso i suoi frutti. “Il rapporto con la terra permette di trasmettere valori identitari che provengono dalla nostra culla”, ha sottolineato la sindaca Chiara Frontini, anticipando un programma sfaccettato che spazierà dalla promozione dei prodotti tipici fino alla lotta contro lo spreco alimentare, con la “sinergia sociale a farla da padrona”. Un percorso condiviso rivendicato anche dall’assessora competente Patrizia Notaristefano, che ha definito l’iniziativa “il primo passo di un progetto molto più ampio”, evidenziando l’assoluta necessità di fare rete per far conoscere le eccellenze locali ben oltre i confini regionali.
Il cuore pulsante dell’evento, dopo il formale convegno inaugurale previsto per venerdì pomeriggio nella Sala Regia di Palazzo dei Priori, si sposterà nel weekend all’interno della cornice verde di Prato Giardino. Come illustrato dal consigliere comunale Marco Nunzi, il parco storico ospiterà circa 60 stand espositivi, un’ampia area food e molteplici laboratori didattici. “Questa prima edizione rappresenta l’inizio di una visione, la chiave è condividere e coltivare le nostre eccellenze”, ha spiegato Nunzi, ricordando che la serata di sabato sarà animata anche da due tribute band dedicate agli 883 e ai Beatles, che accompagneranno le degustazioni dello street food agricolo.
Uno degli obiettivi cruciali della tre giorni sarà accorciare le distanze tra la filiera produttiva e i cittadini. “Il cittadino spesso non ha idea di quale sia realmente il lavoro dell’agricoltore, specialmente in una provincia a forte vocazione agricola come la nostra”, ha osservato la presidente di Confagricoltura, Bettina Sabatini, ponendo l’accento sull’importanza del chilometro zero affinché il territorio “possa rimanere ricco e attrattivo”. Un concetto ribadito da Daniele Montanarini, che annuncia spazi dedicati per far raccontare agli agricoltori la propria esperienza diretta sul palco, e dal direttore di Coldiretti Viterbo, Andrea Marconi. Quest’ultimo ha rimarcato il valore umano della filiera corta ricordando che “dietro ogni produttore ci sono una storia e una famiglia”, lanciando un appello all’educazione alimentare come strumento essenziale di salute e prevenzione.
Al centro del dibattito ci sarà anche lo sviluppo del nuovo “Piano del Cibo”, a cui l’amministrazione sta lavorando a stretto contatto con l’ateneo viterbese per mettere in comunicazione le diverse realtà del territorio. La professoressa Ilaria Benedetti ha inquadrato l’urgenza di questa politica locale attraverso un quadro preoccupante, spiegando che circa il 10% delle famiglie faticherebbe a nutrirsi adeguatamente almeno due giorni alla settimana. Un’emergenza sociale a cui “Coltivare Futuro” cercherà di rispondere dando voce anche alla Filiera Solidale del Cibo, che domenica pomeriggio racconterà il percorso intrapreso al fianco di Croce Rossa, Caritas ed Emporio Solidale. Per Luigi Pagliaro, presidente di Slow Food, la manifestazione sarà infine un’occasione imprescindibile per “parlare di uso del suolo, consumo consapevole, lotta allo spreco e caporalato”, avvicinando chi produce a chi consuma nel segno del rispetto e dell’identità.

