ROMA – Da Roma, esattamente dov’è stato scelto. Di nuovo. Perchè una volta naufragata la versione Leonardo/Maldini, Malagò ha ripiegato su quello che è sempre stato il suo scudiero, la sua vera prima scelta, Roberto Mancini. Che grazie al nuovo presidente federale, s’è ripreso la nazionale. Che stasera si tufferá proprio nel Mancio 2.0.
L’allenatore campione d’Europa a Wembley, forse l’unica luce pluridecennale, ma lo stesso che fallì la seconda delle tre qualificazioni Mondiali. E ripartirà dalla Nations League, step precedente e propedeutico alle qualificazioni ai prossimi Europei. Mancini ha cambiato tanto, quantomeno nelle convocazioni. Era inevitabile. Ha scelto altresì di premiare coraggiosi che negli anni virarono sull’estero.
Linea verde, nuova linfa e gioventù, sì, ma per la prima all’Olimpico le novità non sono tantissime. Dietro ancora Gigio, Di Lorenzo e Mancini; la novità è Coppola senza squalificato Bastoni; in cabina di regia c’è l’oggetto mediatico, quel Romano soffiato alla Svizzera; in mezzo alle due certezze, Barella e Tonali.
Il disegno è particolare: Mancini vuole giocare e torna al 433, ma con due punte che suggerirebbero 352, Kean e Pio Esposito: chi ala? Nel tridente, comunque, completa Cambiaghi. Stasera appuntamento all’Olimpico alle 20.45: prime verità.

