SHENZHEN (CINA) – Il tennis italiano ha descritto ascesa e ribalta di Cobolli e ritorno al primato ATP per Jannik Sinner. Ma non si può certamente definire, in anni così floridi per tutto il movimento, il 2026 come l’anno migliore. Se tra i maschietti delusioni e difficoltà, da Berrettini a soprattutto lo stesso Musetti, come il carrarino a diventar quest’anno l’ombra di sé stessa, tra le donne, è forse quella più mediatica degli ultimi anni, naturalmente Jasmine Paolini.
Fin qui, ormai autunno, protagonista di stagioni disastrose. Tra sconfitte plateali e precoci eliminazioni ai primissimi turni dei torni più importanti, ha perso talmente posizioni nel ranking WTA che oggi ricopre a malapena la 20° posizione. Ma finalmente, stanotte, c’è stata luce. La luce che ha emanato proprio lei, quella a cui era più richiesto anche mediaticamente di riaccenderla, quella più chiamata a dar segnali di vita tennistica.
E non ha tradito, stavolta no. Jasmine Paolini trascina l’Italia alla resurrezione. In questi giorni in Cina si sta svolgendo l’edizione 2026 della BJK Cup, la manifestazione femminile della Coppa Davis. Una Final Eight del tennis a squadra femminile, per capirci. L’Italia, campione in carica dalle edizioni di Malaga 24 e la stessa Shenzhen 25, tornava in Cina per affrontare già ai quarti le padrone di casa.
Cocciaretto viene demolita, perdendo malamente la prima sfida; allora toccava a Jasmin riscuotere le sorti tricolori e non ha tradito: l’Italia risorge proprio grazie a Paolini, che rimette in parità la contesa tra nazioni battendo Zheng. Pertanto decisivo il doppio, dove Paolini accompagnata dall’esperienza di Sara Errani non sbaglia: duetto brillante, set decisivo vinto 6-3, con la giocata proprio di Jas che ammutolirà il pubblico di casa.
Cina fuori, di fronte alla propria gente. Passano ancora le campionesse in carica di capitan Garbin. Che per l’occasione, forse perché squadra che vince non si cambia, ha deciso di riconvocare esattamente le stesse protagoniste dell’edizione precedente: panchina lunga, c’è anche Lucia Bronzetti. Semifinale in cassaforte, domani la sfida all’Ucraina: l’Italia vuol calare il tris, ma quel che più contava stanotte era ritrovar la miglior Paolini.

