ROMA – Se tecnicamente la nazionale di Roberto Mancini ha diramato segnali confortanti a Bursa ed adesso spera di replicare in un test ancor più complicato di Nations come quello in Francia, ancora grosse tensioni e polemiche di stampo politico attorno al mondo Federale.
Una FIGC che da ieri sera ha dovuto definitivamente fare a meno di un altro tassello prezioso da cui il già discusso Malagò aveva scelto di ripartire, l’ex schermitrice Diana Bianchedi, che in serata ha perentoriamente rassegnato le dimissioni dal ruolo di Capo Delegazione della nazionale italiana: “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capodelegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano”.
Bianchedi non avrebbe digerito le parole di Andrea Abodi. Che sosteneva quanto e come faccia discutere la posizione di Bianchedi che in ogni votazione al CONI andrebbe sempre contro Buonfiglio. Di conseguenza, a seguito di dichiarazioni così forti, sono arrivate proprio le dimissioni dell’ex schermitrice. Su cui, a margine dell’assemblea di Lega, è intervenuto infine Giovanni Malagò, presidente della FIGC, che prende le difese di Bianchiedi, comprendendone la scelta e definendo le dichiarazioni di Abodi “Sgrammaticate e fuori luogo”. Insomma, tensioni. Tensioni di carattere politico. Il calcio italiano ai giorni d’oggi è anche questo, e non fa bene a nessuno.

