VITERBO – Un vero e proprio sistema fraudolento, studiato a tavolino per aggirare la legge e mettere su strada conducenti senza alcuna preparazione, trasformando le nostre strade in un potenziale Far West. A Viterbo è scoppiato lo scandalo delle patenti “facili”, un raggiro ingegnoso e spregiudicato che gli uomini della Polizia Stradale sono riusciti a smantellare partendo da un normale controllo del territorio.
Tutto ha avuto inizio durante un posto di blocco. Gli agenti hanno intimato l’alt a un’autovettura condotta da un cittadino straniero. Al momento di esibire il titolo di guida, però, l’occhio clinico degli operatori ha subito colto un’anomalia clamorosa: la fisionomia dell’uomo al volante non aveva nulla a che fare con il volto stampato sulla fototessera del documento ufficiale.
I sospetti si sono immediatamente tradotti in indagini serrate, portate avanti in sinergia con la locale Squadra di Polizia Giudiziaria. In breve tempo, le forze dell’ordine sono risalite all’identità dell’uomo ritratto in foto. E qui è arrivata l’inquietante conferma: non si trattava di un errore, ma di un “professionista” dell’inganno, un volto già noto agli archivi della Polstrada per essere stato denunciato in passato per lo stesso identico reato.
Le indagini hanno permesso di ricostruire pezzo per pezzo la diabolica “fabbrica” delle patenti. Il meccanismo era un orologio svizzero della truffa: il “faccendiere”, assoldato per far ottenere illecitamente il documento al cliente, forniva la propria fototessera fin dalla fase di presentazione della domanda. Così facendo, il giorno fissato per il temutissimo esame teorico, il complice poteva presentarsi tranquillamente in motorizzazione, aggirare i controlli visivi e sostenere il test al posto del reale candidato.
Ma il capolavoro criminale si compiva nella fase finale. Una volta emessa la patente — regolarmente intestata al cliente ma con la faccia del truffatore — il reale beneficiario metteva in scena un finto smarrimento del documento. A quel punto, recandosi a denunciare la “perdita”, richiedeva un duplicato fornendo finalmente la sua vera fotografia. Il risultato? Una patente immacolata, intestata a se stesso e con il proprio volto, ottenuta senza aver mai aperto un libro né superato alcun esame.
L’acume investigativo della Polizia Stradale ha permesso di scoperchiare questa truffa gravissima, bloccando una condotta che rischia di immettere nel traffico automobilisti totalmente inesperti e pericolosi. Le indagini, tuttavia, non si fermano qui: gli inquirenti stanno lavorando a ritmo serrato per scavare a fondo in questa torbida vicenda, con l’obiettivo di individuare l’intera rete di complici e definire le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti in questo clamoroso raggiro.

