Viterbo, l’affondo di Micci: “Quando i saltimbanchi si svestono resta la città vera. Frontini vuole prendere per i fondelli i viterbesi per la seconda volta”
Politica
3 Ottobre 2026
Viterbo, l’affondo di Micci: “Quando i saltimbanchi si svestono resta la città vera. Frontini vuole prendere per i fondelli i viterbesi per la seconda volta”

VITERBO – A cinque anni dall’insediamento dell’amministrazione, il consigliere comunale della Lega Andrea Micci lancia un durissimo e allarmante atto d’accusa contro la prima cittadina, smontando pezzo per pezzo la narrazione sul rilancio di Viterbo e, in particolare, del suo cuore antico. Un j’accuse senza mezzi termini che accende i riflettori su una realtà cittadina ben diversa da quella raccontata dai megafoni istituzionali.

“Mi chiedo, alla fine di questi cinque anni del mandato Frontini, quali siano le politiche abitative messe in campo e, soprattutto, i risultati ‘oggettivi e misurabili’ ottenuti sul fronte della residenzialità in centro storico”, esordisce Micci, puntando il dito contro l’assenza totale di trasparenza e di dati reali. L’allarme è chiaro: “Ad oggi non sappiamo se i residenti in centro storico siano aumentati o diminuiti, chi sono le persone che lo abitano. Qual è la qualità della vita di chi vive dentro le mura?”.

L’esponente del Carroccio non fa sconti e accusa apertamente la sindaca di vera e propria mistificazione propagandistica, chiedendosi quale sia “la fotografia del centro storico ‘oggettiva’ e non quella ‘immaginaria’ o, addirittura, ‘equivoca’, che la sindaca cerca di ‘vendere’ agli elettori”. Un tentativo di accreditarsi meriti altrui che, secondo Micci, troverebbe spudorata conferma nel materiale distribuito tra i banchi del mercato, descritto come un “opuscolo molto vago che reca, per la quasi totalità delle sue pagine, i progetti delle ultime due, tre, amministrazioni, che Frontini si sta accreditando come risultati del suo mandato”.

A preoccupare maggiormente l’opposizione, però, è la cortina fumogena innalzata in vista dell’appuntamento con le urne. “In prossimità delle elezioni è risultato evidente a tutti come la sindaca, e la sua maggioranza, si stiano dando tanto da fare per realizzare una festa a settimana”, denuncia Micci. Ma l’interrogativo che pone ai cittadini è crudo: “Cosa resta quando le luci si spengono? Perché la città vera, dopo cinque anni di amministrazione Frontini, è quella che ci appare quando le fiere e le grigliate se ne vanno e i saltimbanchi si svestono”.

E la “città vera”, lontana dalle feste patinate, è segnata da un “evidente e diffuso malcontento” e dal moltiplicarsi di “segnalazioni di crescente disagio” da parte dei residenti, sempre più esasperati. L’esempio più critico riguarda la viabilità e la sosta per chi vive dentro le mura: “Non c’è traccia dei parcheggi riservati, promessi agli abitanti del centro storico e, ancor peggio, non si esita a sottrarre loro quelli esistenti”.

Tutte problematiche gravissime che, avverte l’esponente della Lega, la prima cittadina “non è riuscita a risolvere e ora pensa di nasconderle sotto quel tappeto che porta l’immagine della sua gigantografia sulle pagine patinate”. L’appello finale di Micci ai viterbesi è un monito a non lasciarsi ingannare nuovamente da questo modus operandi “furbesco”: “La sindaca ci riprova: mettendo in campo tutto il suo arsenale oratorio e di mezzi, cerca di ripetere l’impresa di cinque anni fa, prendere per i fondelli i viterbesi per la seconda volta”.