CIVITAVECCHIA – “Una spesa che rischia di essere inutile, senza una strategia complessiva e senza una vera pianificazione della videosorveglianza cittadina”. È il giudizio del capogruppo FdI Massimiliano Grasso e dell’ex delegato alla videosorveglianza Alessandro D’Amico sul progetto “Civitavecchia Sicura”, che prevede sei nuove telecamere mobili nell’ambito di un intervento da 70mila euro.
«Con l’amministrazione Tedesco avevamo seguito la strada opposta: Grasso, da vicesindaco e assessore alla Smart City con delega a Polizia Locale e videosorveglianza, aveva impostato un progetto generale di Smart City, comprendente una control room centralizzata, reperendo anche un primo finanziamento del Ministero dell’Interno. D’Amico, ereditata la delega, lavorò poi all’attivazione delle prime telecamere “anti-movida” sul lungomare».
«Oggi, invece, si acquistano altre telecamere da spostare proprio in aree come Pirgo, Fortezza, Ghetto e piazza Leandra, dove impianti di videosorveglianza risultano già presenti. Prima di spendere altri soldi pubblici bisognerebbe sapere quante telecamere possiede il Comune, quante funzionano e soprattutto avere un progetto unitario. Senza una control room, collegamenti, software, personale e procedure operative, aggiungere telecamere non significa automaticamente aumentare la sicurezza».
Ancora più delicata, secondo Grasso e D’Amico, è la questione dell’intelligenza artificiale già annunciata per la telecamera delle Carcerette: «L’Amministrazione deve spiegare cosa faccia realmente il sistema. Riconosce soltanto oggetti ed eventi oppure è in grado di riconoscere o identificare le persone? Chi riceve gli alert? Chi accede alle immagini? Dove vengono conservate, per quanto tempo e a chi possono essere trasmesse?».
«Prima di estendere questi sistemi – aggiungono – vogliamo sapere quali verifiche siano state effettuate sul rispetto del GDPR, se sia stata svolta, ove necessaria, la DPIA e quali siano le garanzie adottate per il trattamento dei dati e per eventuali funzioni di riconoscimento delle persone».
Su questi temi Grasso presenterà una interrogazione a Sindaco e assessore. «La videosorveglianza è utile se fa parte di una strategia. Altrimenti si rischia di spendere denaro per moltiplicare apparecchiature senza sapere come integrarle e gestirle. E quando entra in gioco l’intelligenza artificiale, prima degli annunci vengono pianificazione, trasparenza e rispetto delle norme».

