ROMA – La Capitale sprofonda nel terrore e si risveglia, ancora una volta, sotto il rumore assordante delle esplosioni. L’escalation criminale che sta mettendo a ferro e fuoco le periferie romane ha segnato un nuovo, inquietante capitolo la scorsa notte nel cuore di San Basilio. Intorno alle 2:15, il boato di una potente bomba carta ha squarciato il silenzio di via Filottrano, esplodendo nel cortile di un condominio e gettando nel panico un intero quartiere.
Oltre cinquanta residenti, strappati bruscamente al sonno, si sono riversati in strada in preda al panico, temendo il peggio e cercando di comprendere al buio l’origine della deflagrazione. La zona è stata rapidamente blindata dalle volanti della Polizia di Stato, seguite a stretto giro dagli artificieri e dagli uomini della Scientifica, i quali hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza l’area e repertare ogni traccia utile. Fortunatamente non si registrano feriti, ma il bilancio in termini di sicurezza percepita per una cittadinanza ormai esasperata è devastante.
Le indagini, attualmente affidate agli investigatori del commissariato di San Basilio, puntano a identificare i responsabili e il bersaglio specifico dell’avvertimento. Tuttavia, il quadro generale è a dir poco allarmante. Quella di questa notte è la quarta bomba esplosa in città nell’arco di appena 72 ore. Un vero e proprio bollettino di guerra che segue l’attentato di ieri all’alba contro un’enoteca al Don Bosco, l’esplosione che ha colpito una sala slot all’Alessandrino e il raid distruttivo ai danni di un concessionario alla Borghesiana nello scorso fine settimana.
Un’offensiva criminale sistematica che si trascina ormai da mesi – iniziata con il triplice attentato di fine agosto a Roma Est – e che ha fatto inevitabilmente scattare l’allarme ai vertici della Direzione Distrettuale Antimafia. Il sospetto, che assume sempre più i contorni di un’amara certezza, è che le strade di Roma siano diventate il campo di battaglia di una spietata guerra tra clan per il controllo del territorio e del racket. Un livello di scontro inaccettabile che esige ora una reazione ferma e implacabile da parte dello Stato.

