Il mondo del calcio italiano, in particolare quello toscano ma soprattutto ligure, piange la scomparsa di una sua istituzione regionale degli ultimi decenni. Non ce l’ha fatta infatti Gabriele Sabatini, l’ex tecnico che lo scorso anno condusse l’US Santarenzina alla prima storica promozione proprio in Promozione. Se ne va ad appena 50 anni, confitto da un male incurabile e letale, che in poche mesi se l’è portato via. Un’autentica tragedia: lascia la moglie Francesca, due figlietti ed i genitori.
A darne l’annuncio, proprio nelle ultime ore, il club che aveva allenato e con cui aveva trionfato nel calcio dilettantistico appena primavera scorsa: “L’Unione Sportiva Santerenzina piange la scomparsa di Gabriele Sabatini. Con profondo dolore, rendiamo omaggio all’uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della nostra società. Gabriele non è stato soltanto un allenatore, ma una persona capace di lasciare un segno profondo in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui il campo e la vita di società. Con la sua passione, i suoi valori e i suoi insegnamenti ha contribuito a costruire una parte della nostra storia, lasciandoci un’eredità che va ben oltre i risultati sportivi. Il suo ricordo continuerà a vivere nella Santerenzina e in tutte le persone alle quali ha saputo trasmettere qualcosa. La società, i dirigenti, gli allenatori, gli atleti e tutta la famiglia biancoverde si stringono con affetto alla famiglia e ai suoi cari in questo momento di grande dolore. Ciao Mister, grazie per tutto quello che ci hai lasciato. Sarai sempre parte di noi”.
Da giovane calciatore, entrò a far parte delle giovanili del Milan. Che lo lanciò nel grande calcio, dove avrebbe condotto una carriera d’alto livello con ogni probabilità se non si fosse gravemente infortunato proprio nell’età in cui sarebbe dovuto sbocciare. Ciononostante, ripartito dalle serie minori, un’ottima carriera a queste latitudini: centrocampista e capitano della Sarzanese scrisse storia del club, battendo lo Spezia. Quindi, dagli scarpini al chiodo, tante esperienza vissute a bordocampo da allenatore di realtà provinciali tra Toscana e Liguria. Regioni che oggi piangono una figura che per anni ed anni ha lasciato il segno ovunque, sempre apprezzato.

