ROMA – Un traguardo temporale audace per un’impresa che, all’ombra del Cupolone, sa quasi di fantascienza: fare il bagno nel Tevere entro il 2032. Eppure, quella che fino a ieri sembrava soltanto una suggestione utopica è ora un cronoprogramma istituzionale nero su bianco. Il Campidoglio ha dato ufficialmente il via alla fase operativa del “Masterplan del Parco Fluviale Lineare”, un piano titanico da 400 milioni di euro che mira al completo risanamento strutturale e alla restituzione ai cittadini delle acque del fiume capitolino.
A tirare le fila del progetto, che coinvolge una complessa cabina di regia formata da ben dodici istituzioni pubbliche, scientifiche e sanitarie, c’è Acea nel ruolo di capofila tecnico. Un impegno formale che inserisce di diritto Roma nella “Swimmable Cities Alliance”, il network globale delle metropoli impegnate a bonificare i propri corsi d’acqua urbani. Il sindaco Roberto Gualtieri non nasconde la portata ambiziosa della sfida, ma ha assicurato un percorso basato esclusivamente sul «rigore e sui dati scientifici».
La mappa degli interventi è già tracciata e l’epicentro delle operazioni riguarderà il nevralgico tratto cittadino compreso tra Ponte Milvio e Ponte dell’Industria. Il 2027 sarà l’anno cruciale per l’indagine clinica del fiume: si procederà con il censimento puntuale degli scarichi, la realizzazione di una rete di monitoraggio hi-tech e la complessa modellazione idraulica. Una volta completata questa radiografia, nel triennio 2028-2031 scatteranno gli interventi di bonifica strutturale veri e propri, step fondamentale per poter inaugurare le prime “aree balneabili pilota” a ridosso del 2031.
Sul fronte economico, le fondamenta dell’opera sono già assicurate: sul tavolo ci sono 130 milioni di euro di disponibilità immediata. La fetta più grande (90 milioni) arriva dal Servizio Idrico Integrato di Acea, affiancata da 30 milioni messi a bilancio da Roma Capitale. A completare il tesoretto iniziale ci sono circa 10 milioni di euro ripartiti tra il piano per la sicurezza idraulica della Regione Lazio e il parallelo Contratto di Fiume dell’Aniene, il cui risanamento corre di pari passo. A garanzia dell’operazione, l’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, ha ribadito la volontà di dispiegare l’intera “capacità industriale” dell’azienda, sottolineando come i benefici ambientali si estenderanno a cascata dalla Capitale fino alle coste laziali.
Tutta la complessa evoluzione dei lavori, per evitare che le promesse evaporino nelle pastoie burocratiche, sarà sotto gli occhi di tutti. Attraverso il Siita (Sistema Informativo Integrato Tevere-Aniene) della Città Metropolitana, i rilievi scientifici forniti da Iss, Ispra e Arpa Lazio saranno consultabili pubblicamente in tempo reale. I cittadini avranno così in mano gli strumenti per verificare, senza filtri e bracciata dopo bracciata, l’avvicinamento al sogno di un Tevere finalmente azzurro.

