Caso Xhaka – Certificato vaccinale falso, il Tribunale di Lucerna ha deciso: pena con condizionale
Sport
9 Ottobre 2026
Caso Xhaka – Certificato vaccinale falso, il Tribunale di Lucerna ha deciso: pena con condizionale

LUCERNA (SVIZZERA) – L’ha combinata Granit Xhaka. E lo sa anche lui. Il capitano della Svizzera, dopo splendidi anni a Leverkusen tornato in Inghilterra a Sunderland ed in estate cercato pure dal Chelsea di Alonso, dopo aver ammesso di aver acquistato un falso certificato di attestazione di vaccino anti Covid-19 ha ricevuto fatidicamente la sua condanna.

E fortunatamente per lui, se l’è cavata meglio del previsto. Come annuncerà sui propri canali social: “Qualche settimana fa mi sono espresso personalmente qui e ho detto che mi assumo la responsabilità della mia decisione. Rimango saldo su questo – spiegherà in una storia Instagram – Dopo aver fornito una dichiarazione completa all’ufficio del pubblico ministero, la decisione del procuratore è ora stata presa. Sono stato condannato con un decreto di pena ordinaria per aver ottenuto una certificazione falsa, ricevendo una pena pecuniaria sospesa di 50 aliquote giornaliere di 3.000 franchi, con un periodo di prova di due anni. Questo significa che la pena non verrà eseguita purché io non commetta ulteriori reati durante questo periodo. Ho già pagato i costi procedurali. Accetto la decisione e mi assumo la mia responsabilità. Grazie per i tanti messaggi di supporto delle ultime settimane. Significano molto per me”.

Sostanzialmente Xhaka se l’è cavata con un decreto penale emesso dal Tribunale di Lucerna che prevede una pena pecuniaria di 150mila franchi svizzeri con condizionale per i prossimi due anni. Se non commetterà più la stessa infrazione fraudolenta, non dovrà pagare alcun euro. Nessuna multa, nessuna squalifica. In questa fase, chiaramente, il centrocampista non aveva preso parte agli impegni della sua nazionale, per queste tre settimane di sosta per Nations League, una scelta maturata di comune accordo col commissario tecnico elvetico, Yakin.