CIVITAVECCHIA – Aule allagate, soffitti smantellati, intonaci a pezzi e persino la carcassa di un roditore nei servizi igienici. È un bollettino di grave fatiscenza edilizia quello che ha spinto oggi gli studenti dell’Istituto Marconi di Civitavecchia a disertare le lezioni e incrociare le braccia. Una mobilitazione esplosa dopo le copiose infiltrazioni d’acqua piovana che hanno messo in ginocchio la scuola, portando a galla una situazione di degrado strutturale giudicata ormai insostenibile.
A farsi portavoce del malcontento è Azione Studentesca Civitavecchia, che lancia un durissimo atto d’accusa contro i vertici di Palazzo Valentini, ente responsabile della manutenzione dell’istituto superiore. «Il sindaco metropolitano Roberto Gualtieri e il delegato all’edilizia scolastica Daniele Parrucci devono assumersi la responsabilità politica di questa incuria — tuona il movimento giovanile —. I problemi sono stati denunciati ripetutamente, ma le risposte restano insufficienti. La Città Metropolitana, amministrata dal centrosinistra, continua a trascurare Civitavecchia. La manutenzione è un dovere, non una concessione».
La gravità delle condizioni in cui versano gli spazi frequentati quotidianamente da oltre 1.100 iscritti e da decine di operatori scolastici è finita nero su bianco in una richiesta di intervento urgente depositata agli uffici competenti da Agnese Mastrofrancesco, consigliera metropolitana di Fratelli d’Italia. Il documento descrive un ambiente al limite della sicurezza: pavimenti scivolosi per l’acqua e ingombri di calcinacci, vaste chiazze di umidità sui muri, pannelli della controsoffittatura rimossi e impianti elettrici esposti a rischi di cortocircuito. Un quadro di abbandono che conferma gli allarmi già sollevati in passato dall’altro consigliere metropolitano di FdI, Giancarlo Frascarelli, ringraziato dai ragazzi per il supporto istituzionale.
Di fronte a questa emergenza, Azione Studentesca pretende non solo verifiche tecniche immediate e un cronoprogramma certo per la messa in sicurezza dell’edificio, ma rilancia una battaglia amministrativa cruciale per il litorale a nord di Roma. «Il caso del Marconi — chiosano i rappresentanti degli studenti — rafforza in maniera inequivocabile la necessità di uscire dalla morsa della Città Metropolitana e di istituire la Provincia Porta d’Italia. Solo così potremo garantire maggiore attenzione e risorse adeguate alle scuole del nostro territorio. Gli studenti hanno il sacrosanto diritto di studiare in ambienti sicuri, e chi amministra ha il dovere assoluto di garantirli».

