Codice della strada, primo via libera del governo: dalle multe alle patenti, ecco le novità
Società
14 Ottobre 2026
Codice della strada, primo via libera del governo: dalle multe alle patenti, ecco le novità

Il testo prevede misure più severe per i veicoli senza assicurazione, notifiche più rapide per le infrazioni rilevate a distanza e documenti digitali. Cambiano anche le disposizioni per camion, autobus, moto e monopattini

Il Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera alla riforma del Codice della strada. Il provvedimento interviene sulle sanzioni, sugli obblighi assicurativi, sulle modalità di notifica delle multe e sui documenti di guida, introducendo anche nuove disposizioni per i mezzi pesanti e le due ruote. Le modifiche, tuttavia, non sono ancora operative: lo schema di decreto deve completare l’iter previsto dalla legge delega prima dell’entrata in vigore.

L’impostazione del testo combina la revisione di alcune sanzioni con un rafforzamento delle misure contro i comportamenti più pericolosi. Tra gli interventi annunciati figurano disposizioni più severe per chi circola senza assicurazione e per chi conduce autobus o veicoli destinati al trasporto di scolari e studenti senza possedere i requisiti richiesti.

Senza assicurazione, previsto il divieto di circolazione

Una delle principali novità riguarda i veicoli privi di copertura Rc. Il testo prevede che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti informi i proprietari dell’inserimento del mezzo nell’elenco dei veicoli non assicurati, invitandoli a regolarizzare la posizione entro 30 giorni oppure a documentare un’eventuale condizione di esonero prevista dalla legge. In assenza di riscontro, scatterebbe un divieto di marcia a tempo indeterminato.

La riforma interviene anche sui veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni, prevedendo il rispetto della disciplina assicurativa italiana. Sono inoltre contemplate misure per recuperare le sanzioni non pagate dagli utenti stranieri.

Verbali in 45 giorni per le infrazioni accertate a distanza

Il termine per notificare le multe scenderebbe da 90 a 45 giorni quando la violazione viene rilevata attraverso dispositivi di accertamento a distanza, senza contestazione immediata. La riduzione non riguarderebbe quindi tutte le contravvenzioni: nelle altre situazioni il termine ordinario resterebbe di 90 giorni.

Il provvedimento punta anche alla digitalizzazione del procedimento sanzionatorio. Gli agenti potranno redigere i verbali in formato elettronico e renderli disponibili su piattaforme telematiche. Le notifiche passeranno prioritariamente attraverso SEND, il Servizio notifiche digitali, o tramite Pec al domicilio digitale; per chi non dispone di un recapito digitale resterà il ricorso alla posta.

Patente e carta di circolazione: controlli nelle banche dati

Tra le modifiche previste c’è il superamento dell’obbligo di portare con sé patente e carta di circolazione in formato fisico. Durante i controlli, le forze di polizia potranno verificare le informazioni consultando le banche dati nazionali. La novità riguarda la disponibilità materiale dei documenti, non il possesso dei requisiti necessari per guidare.

Sul fronte dei pagamenti, il testo introduce la possibilità di chiedere la rateizzazione delle sanzioni superiori a 200 euro accertate con un unico verbale, per i destinatari che si trovano in condizioni economiche disagiate. Prima della riscossione coattiva sarebbe inoltre previsto l’invio di un avviso bonario.

Camion e autobus, limite di età a 70 anni

Per il trasporto professionale con le patenti dei mezzi pesanti e degli autobus, la riforma prevede l’innalzamento del limite di età da 68 a 70 anni. Restano previsti controlli sull’idoneità alla guida: l’estensione anagrafica non elimina quindi le verifiche sanitarie richieste.

Il testo distingue anche le possibilità di guida dopo i 70 anni. Per i conducenti di camion sarebbe consentita la guida di mezzi fino a 20 tonnellate, ma non per svolgere attività professionale di trasporto per conto di terzi. Per gli autisti di autobus, invece, sarebbe prevista la possibilità di convertire la patente in categoria B.

Moto e monopattini, nuove regole

Per i motociclisti viene contemplata la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti. Una disposizione specifica, che non equivale a un’autorizzazione generale a percorrere quella corsia e le cui modalità applicative dipenderanno dal testo definitivo.

Per i monopattini elettrici è previsto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. I Comuni potranno inoltre individuare aree di sosta riservate anche sui marciapiedi, purché lo spazio residuo garantisca il passaggio sicuro delle persone, comprese quelle con disabilità.

Il via libera del governo rappresenta dunque un passaggio dell’iter della riforma, non l’avvio immediato dei nuovi obblighi. Fino all’entrata in vigore delle disposizioni definitive, continueranno ad applicarsi le regole attuali.